Fernando Vincenzi
Fernando Vincenzi

Fernando Vincenzi è nato nel 1956 e da quarant’anni insegna Musica nella scuola media. Ha scritto la sezione musicale del metodo per insegnanti della scuola primaria Giorno dopo giorno, pubblicato da Laterza nel 1980. Ha avuto uno scambio epistolare con John Cage, che ha diffusamente lodato la sua composizione Variation II. In qualità di musicologo ha tenuto numerosissime conferenze e ha tenuto e curato molti concerti incentrati soprattutto sulla musica del XX secolo. Per Orthotes ha curato la prima traduzione mondiale di Parole vuote di John Cage.

Stockhausen, Von Trier, De André

Stockhausen, Von Trier, De André

Un po’ di tempo fa, all’inizio degli anni ’70 suppergiù, si usava una definizione che oggi mi sembra mirabile: una “persona intelligente”. Quando si conosceva qualcuno, lo si introduceva fra gli amici approvandolo col dire: “Sì, è una persona intelligente.” La disamina della definizione era abbastanza complessa. Una “persona intelligente” – lo scrivo sempre fra virgolette per evidenziare la sfumatura d’epoca dell’espressione – era aperta, colta, senz’altro di sinistra ma meglio se non della sinistra parlamentare, tendenzialmente anarchica, eticamente illuminata, capace di attribuire significati inediti a letture consuete, accogliente, dotata di senso dell’umorismo, conscia del dolore e della propria fallibilità, capace di consolare (perfino misericordiosa), del tutto fiduciosa nell’uguaglianza di tutti gli uomini, e via dicendo…

Puccini e Pasolini

Puccini e Pasolini

A una prima occhiata sembra difficile trovare due artisti più diversi di Giacomo Puccini e Pier Paolo Pasolini. Mi è capitato di riflettervi rileggendo Una vita violenta negli stessi giorni in cui riascoltavo la Tosca. Le due fruizioni non sono state conseguenza della ricerca di possibili somiglianze, finché, leggendo il terzo capitolo di Una vita violenta e ascoltando il terzo atto della Tosca, ho notato un’affinità importante: entrambi gli artisti hanno descritto la nascita del giorno a Roma, scandita da molte diverse campane. Trovata un’affinità, ne spuntano altre. Ad esempio Pasolini e Puccini si somigliano anche nel modo in cui vengono apprezzati; Pasolini rimane legato alla sua violenza espressiva – dico violenza a livello soprattutto strutturale e stilistico – per cui è difficile, se non addirittura imbarazzante per chi lo ama, considerarlo uno scrittore comunque “normale”…

Mignon è partita

Mignon è partita

Il film di Francesca Archibugi Mignon è partita (1988) racconta un anno vissuto da una famiglia di Roma. La madre ha un marito infedele e spesso assente e cinque figli. Uno di loro, Giorgio, prossimo ai quattordici anni, è il protagonista, dotato anche della propria voce fuori campo. Un giorno una fanciulla di 15 anni, Mignon, che ha sempre vissuto a Parigi ed è cugina dei cinque figli ma a loro sconosciuta, viene a trascorrere un periodo di tempo nella nuova famiglia. Nonostante fra Mignon e Giorgio si formi presto un forte legame affettivo, il ragazzo si innamora di Mignon senza esserne corrisposto, ciò di cui soffre profondamente, risvegliando negli spettatori – o almeno in coloro che, ancora adulti, custodiscono un ricordo ricco dell’adolescenza – l’émpito di sensazioni e lo scoordinamento del razionale di quando ci si innamorava la prima volta.

Poco prima della conclusione del film si manifesta però un imprevisto registico, inizialmente indecifrabile. Lo schermo diventa nero del tutto, ma non si tratta di un problema tecnico. Un breve attimo dopo che lo schermo si è oscurato, nel buio una voce d’uomo recita sobriamente i primi due endecasillabi di una poesia di Sandro Penna, da cui l’argomento di questo scritto…

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