Riccardo Fanciullacci
Riccardo Fanciullacci

Riccardo Fanciullacci ha conseguito il dottorato in filosofia all’Università Ca’ Foscari di Venezia. Collabora con la Cattedra di Filosofia morale di questa Università, con il veneziano Centro Interuniversitario per gli Studi sull’Etica (CISE) e con il Centro di Etica Generale e Applicata (CEGA) dell’Almo Collegio Borromeo di Pavia, Centro di cui è pure segretario scientifico. È docente a contratto nel Master di II livello “Filosofia come via di trasformazione”, organizzato dall’Università di Verona. Ha pubblicato diversi saggi di etica e antropologia filosofica e ha curato, con S. Zanardo, il vol.: Donne, uomini. Il significare della differenza (Milano 2010).

Emanuele Severino

La necessità della filosofia. Per Emanuele Severino

Qualche giorno fa è morto Emanuele Severino. L’ho saputo da amici e amiche con cui seguivo i suoi corsi di filosofia teoretica a Venezia. Qualcuno mi ha scritto di essere senza parole. Capisco bene questa sensazione, ma in questo caso non deriva dalla scomparsa di una persona che faceva parte della nostra vita come un amico o un familiare. Non si tratta neppure del venir meno di una voce che ci aiutava ad orientarci nella comprensione del presente. Credo che Severino rappresentasse per molti una simile voce, ad esempio grazie ai suoi scritti sul rapporto tra la democrazia o il capitalismo, da una parte, e la tecnica, il nichilismo e la tendenza profonda che secondo lui attraversa il nostro tempo, dall’altra. Non è però in questa veste, dell’intellettuale lucido e radicale, che è stato tanto importante per me e per quegli altri che hanno seguito le sue lezioni di filosofia…

Dopo il caso Weinstein: uomini di fronte ai progetti delle donne

Il caso Weinstein è un fatto di cronaca giudiziaria, ma è stato anche l’inizio di un evento di ben più ampie dimensioni. Di questo evento è importante analizzare il significato perché solo così si può capire come ci riguardi tutti e come a tutti, cioè sia agli uomini, sia alle donne, chieda di trovare risposte che siano alla sua altezza. Qui vorrei riflettere sulle reazioni maschili perché mi paiono più spesso incerte e dunque a rischio di essere inadeguate.
Sul piano della cronaca i fatti sono noti. Harvey Weinstein, noto produttore cinematografico statunitense, è stato accusato di molestie da molte donne, tra cui alcune attrici famosissime come Salma Hayek o Angelina Jolie: usando il suo potere e la sua influenza, le avrebbe ricattate per ottenere favori sessuali o il silenzio sui suoi abusi. Queste accuse hanno motivato un procedimento legale contro il produttore hollywoodiano, ma hanno anche avuto ulteriori effetti. Innanzitutto, l’evidenza mediatica del caso Weinstein ha incoraggiato altre donne, non solo in America, ma anche in Europa, a prendere la parola e a denunciare altri uomini colpevoli degli stessi crimini. Ma il fenomeno si è ulteriormente amplificato con la nascita del movimento #MeToo che ha invitato le donne a raccontare le loro esperienze di molestie e ricatti sessuali subiti, così da far intravedere le dimensioni reali del fenomeno e non lasciare che sia ridotto a un grappolo di episodi isolati ascrivibili alla depravazione di questo o quell’uomo…

smetto quando voglio

Smetto quando voglio? Il nostro sapere e il tradimento delle istituzioni

Tra qualche giorno uscirà il terzo e ultimo capitolo della trilogia Smetto quando voglio e mi sono accorto di far parte dei tanti che lo aspettano. Una prima motivazione per questa attesa è fin troppo ovvia: i primi due film erano divertenti, perché non dovrebbe esserlo anche il terzo, visto che è all’opera la stessa squadra, dal regista agli sceneggiatori, dal produttore al cast degli attori? L’attesa sarebbe dunque della serata spassosa che sembra assicurata. In realtà, confesso che c’è anche una seconda ragione per cui sono curioso di vedere come Sydney Sibilia concluderà il discorso che ha aperto tre anni fa girando il primo film…

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