Salvatore Engel-Di Mauro

Salvatore Engel-Di Mauro è professore al Dipartimento di geografia e studi ambientali della State University of New York. Insegna geografia ambientale, pedologia e geografia del socialismo. Si occupa dello studio dei processi di contaminazione dei suoli, agricoltura urbana e rapporto socialismo-ambiente. Tra i suoi ultimi libri figurano Urban food production for ecosocialism (2022) e Ecosocialism: An introduction (2024). È stato per un decennio direttore della rivista «Capitalism, Nature, Socialism».

Il socialismo di stato è più simile a un sistema transitorio che può prendere la strada del socialismo o del capitalismo in una delle sue varie forme. Il socialismo di stato è un insieme di condizioni contraddittorie in cui continua la lotta per il socialismo, caratterizzato dallo scontro tra forze socialiste e antisocialiste, sotto la costante minaccia di annientamento da parte degli stati capitalisti al centro del sistema-mondo dominato da relazioni capitalistiche. Questo processo transitorio e internamente contraddittorio, basato su relazioni di potere mortalmente antagoniste, si estende e modella il rapporto degli stati socialisti con l’ambiente.

Da un lato, i rivoluzionari sono impegnati a sviluppare le condizioni materiali del socialismo aumentando il benessere di tutti, e al tempo stesso devono contrastare attacchi mortali dall’interno e dall’estero. Questa è già di per sé una contraddizione, poiché l’impegno bellico nega la possibilità stessa di mettere in primo piano il benessere generale. Il conflitto interno comprende i conflitti in seno ai movimenti socialisti e tra di essi in merito alla migliore strada da intraprendere per raggiungere obiettivi simili o uguali a breve e lungo termine. D’altra parte, per migliorare la vita delle persone e creare le basi materiali per un futuro socialista, le condizioni ecologiche devono essere protette con lo stesso vigore. Sono in gioco la salute pubblica (o le prospettive di vita dei lavoratori) e le basi ecologiche e ambientali delle risorse necessarie a costruire il socialismo.

Le contraddizioni e le lotte sono quindi molteplici e contemporaneamente sociali ed ecologiche. Navigare in queste contraddizioni è stata ed è una sfida per il socialismo in generale e gli Stati socialisti ne sono una conferma. La questione è come gli Stati socialisti hanno affrontato le questioni ambientali in questo contesto di contraddizioni e lotte e cosa possono offrire per le future prospettive socialiste. Verrà dimostrato che, in quanto Stati socialisti, se la sono cavata molto meglio di quanto si dice di solito e che forniscono esempi su cui è possibile costruire l’ecosocialismo. Tuttavia, quando si esamina il destino del rapporto tra socialismo di stato e ambiente, non bisogna mai sottovalutare il punto di partenza. La congiuntura storica (i rapporti di forza a livello globale) e i contesti sociali delle rivoluzioni socialiste vittoriose influenzano profondamente le potenzialità del socialismo e le relazioni con il resto della natura.

Tutte le società dove le rivoluzioni hanno avuto successo erano caratterizzate da forti privazioni e condizioni di vita precarie per la maggioranza della popolazione. La maggior parte di esse erano devastate da secoli di saccheggio coloniale o da continue o recenti guerre distruttive. Si trovavano inevitabilmente ad avere a che fare, a livello tanto ecologico quanto sociale, con tendenze ed eredità capitaliste da invertire e che determinavano quanto fosse effettivamente raggiungibile. In circostanze così difficili, le preoccupazioni ambientali devono essere bilanciate dalla necessità di costruire rapidamente, spesso per la prima volta o quasi da zero, le fondamenta che permettano di soddisfare le esigenze primarie di sopravvivenza, migliorando al contempo gli standard di vita delle persone. Queste includono la creazione di forniture affidabili di cibo, acqua e medicinali, alloggi adeguati e infrastrutture sanitarie, servizi sanitari e trasporti efficaci, oltre ad altri modi per soddisfare le esigenze umane di base e migliorare le condizioni di vita che storicamente sono mancate alla maggior parte delle società che hanno subito rivoluzioni socialiste. Questo sforzo di equilibrare relazioni ecologiche e miglioramento delle condizioni di vita è avvenuto sotto le costanti pressioni militari ed economiche delle democrazie liberali, direttamente o indirettamente. Allo stesso tempo, va sottolineato che non è tramite l’espansionismo e il colonialismo che gli Stati socialisti hanno raggiunto o cercato di raggiungere questo equilibrio. I risvolti dannosi a livello ambientale e sociale dello sviluppo di industrie necessarie a migliorare le condizioni materiali sono quindi stati di conseguenza per la maggior parte pagati all’interno dei confini dei paesi socialisti.

Per chiarire i contesti che hanno determinato i risultati ambientali ed ecologici del socialismo di stato, mi affido a tre casi studio. Sono stati selezionati in base al livello della loro influenza globale, alle differenze sociali ed ecologiche/ambientali sostanziali e alla relativa familiarità dell’autore con questi paesi. Il primo è l’URSS, secondo la sequenza storica, seguito da Cina e Cuba. L’URSS ha segnato il passo del socialismo di stato in tutto il mondo e, ad oggi, rappresenta il periodo più lungo di impatto ambientale del socialismo di stato. Gli effetti ambientali netti sono stati più positivi che negativi, anche se si considerano le calamità per cui l’URSS è stata resa famosa dalla stampa e dall’accademia. Al contrario, la Repubblica Popolare Cinese è una vetrina degli effetti di un percorso socialista interrotto e reindirizzato verso una forma di governo socialista su un’economia capitalista. Le ripercussioni sull’ambiente sono state disastrose, ma non così disperate come spesso viene rappresentato. Potrebbe assomigliare a ciò che è accaduto in paesi come il Laos e il Vietnam con le riforme. Cuba, invece, rappresenta un caso unico di sopravvivenza del socialismo di stato, largamente indipendente dall’URSS e dalla Cina, e un modello ecologico per il resto del mondo. In un certo senso, Cuba esemplifica come uno stato socialista possa gettare le basi per un socialismo ecologicamente sostenibile o ecosocialismo.

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