Raymond Ruyer

Raymond Ruyer (1902-1987), ex allievo dell’ENS di Parigi, è stato professore presso l’Università di Nancy e corrispondente dell’Istituto di Francia. A partire dagli anni Trenta ha pubblicato una ventina di libri e numerosi articoli. Il  progetto filosofico di Ruyer viene rintracciato nei termini di una circoscrizione della filosofia sul modello psico-biologico. In tal senso si è rivelata particolarmente significativa l’esperienza di prigionia al campo Oflag XVII A, insieme, tra gli altri, all’eminente biologo, Étienne Wolff. Tra i suoi testi più importanti: Le genesi delle forme viventi; Neofinalismo; La gnosi di Princeton; L’animale, l’uomo e la funzione simbolica.

Le macchine da calcolo comuni da ufficio sono costituite principalmente di ruote dentate che si ingranano secondo i rapporti determinati dal sistema decimale. Le macchine analogiche sono dei modelli meccanici del fenomeno che si vuole studiare, e forniscono informazioni di vario tipo: lunghezza, angolo di rotazione ecc., facilmente trasferibili in funzione del fenomeno. La macchina per la risoluzione delle equazioni differenziali comporta un integratore costituito da un disco orizzontale, una rotella che gira sulla superficie del disco, e una vite che sposta il centro del disco relativamente alla rotella. La rotazione della rotella dipende contemporaneamente dalla sua distanza dal centro del disco e dalla rotazione del disco. Se, per esempio, lo spostamento del centro del disco misura la velocità di un veicolo, e se la rotazione del disco misura il tempo, la rotella misurerà la distanza percorsa.

Siccome, ragionevolmente, nel cervello, non vi è nulla di simile a ruote dentate, viti o dischi, nessuno può essere tentato di trovare, in questo genere di macchine, una chiave per comprendere il funzionamento cerebrale. Perciò, le macchine da calcolo non sono mai state oggetto di interesse, neppur lontanamente, di fisiologi o psicologi, tanto quanto gli automi propriamente detti. Dai più semplici di questi automi a comando idraulico, Cartesio, un simile padre della cibernetica, ha già tratto nel XVII secolo il modello del riflesso, e tutto l’essenziale delle sue concezioni fisiologiche. Ma si è dovuto attendere il XX secolo perché le macchine da calcolo e le macchine analogiche interessassero i filosofi dopo Pascal e Leibniz, per aspetti diversi da quello logico.

Le macchine da calcolo elettroniche (ENIAC, BINAC, EDVAC, Mark ecc.) sono concepite secondo tutt’altro principio, quello dei circuiti elettrici controllati, cioè mantenuti aperti o chiusi mediante valvole elettroniche analoghe alle lampade a incandescenza. La macchina funziona non per movimenti meccanici, ma per apertura o chiusura di circuiti. L’alternativa Corrente-Assenza di corrente rappresenta l’informazione elementare, il Sì-No di una decisione informante. Con gli elementari Sì-No moltiplicati, si può esprimere, o apprendere, qualsiasi cosa, dare o ricevere qualsiasi informazione. Con i Sì-No, in un gioco di società, si può far trovare a colui che cerca senza saperlo prima, in assoluto, qualsiasi oggetto nascosto, nome, cifra, nozione. Una fotografia, o un’immagine televisiva, non è altro che un insieme di luminosi Sì-No ben coordinati. La stessa intensità luminosa in ogni singolo punto, infatti, può essere ricondotta a Sì-No accumulati nel tempo.

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