Friedrich D.E. Schleiermacher (1768-1834), pastore luterano, frequentò a Berlino i circoli romantici, collaborando con la rivista Athenaeum dei fratelli Schlegel, e inaugurò la tradizione della teologia liberale. I Discorsi sulla religione (1799) sono la sua opera più importante e radicale di filosofia della religione. Nel 1808 divenne predicatore assai apprezzato nella Chiesa della Trinità di Berlino e nel 1810 professore di teologia all’università di Berlino. Nel 1821-1822 apparve la sua opera maggiore di teologia sistematica, la Dottrina della fede.
Un uomo non può offrire al suo simile dono più prezioso del dialogo che ha condotto con se stesso nell’interiorità del proprio animo, con esso gli procura infatti quanto c’è di più grande, la visione aperta e imperturbata di un essere libero. Nessun dono è più duraturo, poiché nulla può distruggere in te il godimento che una volta quella visione ti ha procurato; e la sua intrinseca verità le assicura il tuo amore, di modo che torni volentieri a contemplarla. Nessun dono riesci a proteggere con maggior sicurezza dalle brame e dalla malizia altrui, poiché esso non è circondato da alcun elemento accessorio che possa prestarsi ad usi o abusi, o suscitare desideri sensibili. Se qualcuno, in disparte, guarda di traverso questo tesoro e gli attribuisce tratti ridicoli, che i tuoi occhi francamente non vedono, fa sì che questo vano motteggio non ti sottragga la gioia, come non mi induce a rimpiangere di aver condiviso con te ciò che possedevo.
Accetta il dono, tu che sei in grado di intendere il pensiero del mio spirito! Il tuo canto accompagni il gioco sonoro dei miei sentimenti, e la scossa che ti trasmette il contatto con il mio animo sia uno stimolo rinfrescante anche per la tua forza vitale.