Francesco Simoncini è Alexander von Humboldt-Fellow presso il centro di ricerca IZEA di Halle, nell’ambito di un progetto dedicato alla Bildung e al Bildungsroman dell’Età di Goethe. Dopo aver svolto il dottorato in filosofia teoretica tra la Freie Universität di Berlino e la Sapienza di Roma, è stato docente a contratto presso l’Università di Milano-Bicocca. I suoi interessi di ricerca concernono la filosofia tedesca del Novecento (con speciale riguardo a Th.W. Adorno e W. Benjamin) e la letteratura della Goethezeit.
È possibile ereditare il mito? Ed è possibile, soprattutto, esibire la legittimità di una tale pretesa, magari screditando al contempo le rivendicazioni abusive dei propri avversari politici? Per quel fronte popolare dello spirito che unisce, al modo di una costellazione, intellettuali altrimenti così eterogenei come Ernst Bloch, Walter Benjamin e Thomas Mann, l’avversario in ambito culturale coincide con quello, assai concreto, che li ha costretti all’esilio. Al nazismo occorrerà contestare la proprietà delle immagini e dei simboli, delle narrazioni e dei rituali di cui consta il patrimonio del mito. Lo si potrà fare soltanto a patto di esibire ciò che, dentro il mito stesso – nell’allusività dei suoi discorsi, nell’imprevedibilità delle sue epifanie, ma anche nei bisogni materiali dai quali scaturisce –, già presenta una pertinenza umanistica: vale a dire, una “logica”, un “discorso”, e insomma un lógos immanente a una tradizione che sarebbe affrettato definire “irrazionale”. Ciò significherà, di volta in volta, attirare l’attenzione sulla non-contemporaneità sovversiva delle immagini mitiche (solo in apparenza sincroniche), contrapporre il laconismo dei Deutsche Menschen a ogni mistica della parola, oppure, ancora, placare la violenza della storia grazie a una narrazione che sempre di nuovo ripete e consola se stessa. Anche così l’umanesimo – o quel che di esso rimane nello spirito ebraico-tedesco in esilio – esibisce i suoi titoli di legittimità per l’appropriazione del mito. Ma sarà poi possibile ereditare ciò che resta per principio ambiguo, demonico, infine inappropriabile?