Francesco Mancuso

Francesco Mancuso (1997) ha conseguito il dottorato di ricerca in cotutela tra l’Universität Siegen e l’Università degli Studi di Verona. Tra i suoi interessi di ricerca figurano il tema della destituzione del soggetto e il rapporto tra immagine e tempo. Ha pubblicato la monografia Cinema e rivoluzione. Per una lettura benjaminiana di Tempi moderni (Napoli 2023) e collabora con le riviste «K. Revue», «Mechane», «PHILM».

Progetto di opere future è un manifesto di poetica. Composto il 29 novembre 1963 e collocato da Pasolini a conclusione di Poesia in forma di rosa (1964), questo ampio e complesso componimento è l’unico a costituire la settima sezione della raccolta, cui dà il titolo. Studiare le diverse ma coerenti declinazioni di significato dei termini che questo titolo mette in relazione significa provare a decifrare la crisi di cui l’opera pasoliniana cerca di farsi testimone: una crisi che Pasolini, in diverse occasioni, individua, almeno per quanto riguarda l’Italia, nella transizione dagli anni Cinquanta agli anni Sessanta. Le posizioni da lui di volta in volta assunte – posizioni contemporaneamente e inestricabilmente linguistiche, estetiche e politiche – riflettono alcuni tratti essenziali della vita letteraria e culturale italiana di quegli anni: un periodo che, secondo una nota formula dell’amico-rivale Franco Fortini, avrebbe segnato «la fine del mandato sociale» degli scrittori e dei poeti. Eppure, tanto in sede di riflessione teorica quanto nella sua eterogenea sperimentazione artistica, Pasolini tenta una serie di risemantizzazioni del prima (il momento progettuale) e del dopo (la sua apertura al futuro) dell’opera, tale da rimettere in discussione alcuni dei capisaldi della letteratura e, forse, persino della cultura (post-)moderna occidentale. Che cosa significa, infatti, fare poesia di un progetto di opere future? A quale cortocircuito temporale è disposta la realizzazione di un’opera d’arte, allorquando la sua pre- e post-storia vengono vertiginosamente a coincidere? E quale comprensione dell’autore e del destinatario è qui sottesa?

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