Francesco Di Maio

Francesco Di Maio è dottore di ricerca in estetica e membro del gruppo di ricerca Architectural Humanities dell’Università di Bologna. Ha curato le edizioni italiane di Dark Deleuze di Andrew Culp (2020) e di Che cos’è l’ecosofia? di Félix Guattari (2025). Ha inoltre tradotto in italiano testi di Algirdas Julien Greimas, Helmuth Plessner e Arnold Gehlen. È autore della monografia Univocità e individuazione. Gilles Deleuze lettore di Giovanni Duns Scoto (2023).

Nel corso della vita di Schelling, le riletture critiche del suo lavoro filosofico lo hanno ricondotto specialmente ai due ambiti dell’estetica e della Naturphilosophie. È noto infatti come, da una parte, Schelling sia stato considerato un “idealista estetico”, nella misura in cui ha dedicato pagine celebri quanto esaltanti all’importanza che l’arte gioca nella filosofia in generale. Su tutte, spicca la sesta parte del Sistema dell’idealismo trascendentale del 1800 in cui l’arte è eletta a unico e vero organo e documento della filosofia, oppure si ricordino le lezioni sulla Filosofia dell’arte tenute a Würzburg tra il 1802 e il 1805. Nella medesima direzione va considerato il suo ruolo di segretario generale dell’Accademia delle arti figurative di Monaco ricoperto dal 1808 al 1821 o quello di conservatore generale delle collezioni scientifiche reali dal 1827 al 1841. Del programma svolto in questi incarichi, il discorso Sul rapporto delle arti figurative con la natura del 1807 non è che il proclama ufficiale.

Dall’altra parte, il filosofo tedesco viene ricordato per l’importanza delle sue ricerche dedicate alla filosofia della natura, che inclusero sia un marcato interesse verso le più recenti scoperte nell’ambito della ricerca scientifica del suo tempo, sia una capacità di inserirle in quadri filosofici sistematici. Si tratta di un’attenzione mostrata – per limitarci ai soli testi composti prima della fine del XVIII secolo – già nella giovanile trilogia pubblicata tra il 1797 e il 1799, le Idee per una filosofia della natura, il saggio Sull’anima del mondo e il Primo abbozzo di sistema di una filosofia della natura, il secondo dei quali in particolare colpì a tal punto Johann Wolfgang von Goethe da offrire una cattedra a Jena all’autore ventiquattrenne.

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