Eugenio Buriano

Eugenio Buriano ha conseguito il Dottorato di Ricerca in Filosofia Teoretica presso l’Università degli Studi di Torino (Consorzio F.I.N.O.). I suoi principali contributi scientifici concernono la filosofia antica, l’idealismo tedesco e la filosofia francese post-bergsoniana. Attualmente è docente di ruolo di Filosofia e Storia presso l’I.I.S. Aldo Moro di Rivarolo Canavese (TO).

Buona parte delle introduzioni scientifiche più significative intorno al pensiero di Plotino esordisce, oppure culmina, rivendicando il carattere squisitamente «filosofico» della sua ricerca. In tal modo, numerosi studiosi s’impegnano a sottoscrivere il giudizio enfatico espresso da Porfirio circa l’originalità («ἴδιος […] καὶ ἐξηλλαγμένος ἐν τῇ θεωρία») del suo maestro, irriducibile agli insegnamenti passati o coevi dei colleghi alessandrini, certamente eruditi e parimenti eclettici, seppur didascalici e poveri di creatività ermeneutica. Così, secondo Emilsson, per esempio, «Plotino fu soprattutto un filosofo», eccezionale per raffinatezza nonostante il proposito modesto tramandatoci, sicuramente non competitivo né ambizioso. Similmente, a giudizio di Hadot, «basta leggere alcune pagine [delle Enneadi] per provare l’impressione di una tonalità unica, incomparabile, insostituibile». O addirittura, agli occhi di Rist, Plotino, «il più metafisico di tutti i filosofi», non può per questa ragione essere trattato come un «filosofo da filologi»: il suo studio non implica, infatti, la ricostruzione accademica di una presunta verità, «oggetto di una “scienza pura”»; approcciarsi all’autore significa piuttosto esperirlo da vicino, conoscendolo quasi «per osmosi», al punto da replicare quello «slancio (ἐπιβολή)» che getta senza mediazioni, in maniera spontanea e apparentemente irriflessa, nel pieno della vita cosmica o, più in generale, nel «Reale» («Reality»).

D’altra parte, un commentatore come Gerson, pur riconoscendo l’inestimabile contributo speculativo delle Enneadi, preferisce sospendere la propria valutazione intorno alla presunta filosoficità reputando compromettente il potenziale esito mistico, una volta ravvisato nel summenzionato «slancio» una forma di intuizione intellettuale foriera di dogmatismo, verosimile anticamera di tendenze irrazionalistiche. Del resto, nelle illustri versioni di alcuni interpreti, quali Inge e Arnou, la cifra filosofica rintracciata in Plotino si trasfigura in un’esigenza «religiosa» che mette in crisi l’intellettualismo ellenico in favore di un’esperienza autenticamente libera, frutto di un percorso di testimonianza individuale non rispondente a un’urgenza conoscitiva, e perciò compatibile con gli aneliti fideistici dei grandi monoteismi.

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