Carlo Pacher

Carlo Pacher (1995) ha conseguito una doppia laurea magistrale in Scienze Filosofiche presso l’Università degli Studi di Padova e la Friedrich Schiller Universität di Jena. La sua ricerca si concentra sul pensiero di Platone e sulla filosofia classica tedesca, con particolare attenzione all’opera di Hegel e al nesso tra pensiero e linguaggio. È direttore scientifico della rivista culturale Passion&Linguaggi.

Nella prima – cronologicamente parlando – grande opera di Hegel, la Fenomenologia dello Spirito, il linguaggio compare e scompare dalla scena svariate volte ed in maniera piuttosto irregolare, raffigurando già, in tale epifanico andamento, il destino legato alla sua trattazione all’interno di tutto il sistema.

Seppur non protagonista di uno sviluppo singolare esclusivo né completo, esso entra prepotentemente sulla scena della dialettica fenomenologica subito, nel I capitolo dell’opera, mostrando la sua natura spirituale e costituendo la mossa cruciale per lo scacco alla certezza sensibile. Rimane poi silente per gran parte del dipanarsi della narrativa scientifica fino alla ricomparsa – fatta salva una breve menzione al capitolo V in cui viene citato en passant nella sua componente «materiale», l’espressione, come una delle manifestazioni dell’individualità studiate dalla fisiognomica e dalla grafologia – al capitolo VI. All’interno del lungo capitolo sullo Spirito, il linguaggio è descritto nella sua variegata, intermittente e complessa attività che supporta lo spirito dapprima nella tappa della sua autoestraniazione e disgregazione nella cultura; ritorna successivamente sulla scena nelle ultime battute del medesimo capitolo, dedicate alla moralità, in cui si definisce la Coscienza – il Gewissen – e il meccanismo di riconoscimento di sé che avviene attraverso il linguaggio in quanto tale come universale reale della Coscienza. Sarà in questi paragrafi che affronteremo analiticamente la natura del linguaggio e il punto teoreticamente più alto che esso tocca nella cornice del cammino fenomenologico. Compare da ultimo nel capitolo conclusivo dell’opera, l’VIII, in cui vengono sostanzialmente ricapitolati i passaggi che precedentemente hanno visto coinvolto il linguaggio in ordine all’approdo finale dello Spirito Assoluto: sarà grazie alla peculiare attività di Zusammenfassung ed Übersicht che emergerà quel dettaglio aggiuntivo e quel taglio di visuale chiarificatore per l’intesa generale dei passi che l’analisi minuziosa e ricchissima tipica del procedere hegeliano non lascia – in perfetta sincronia con lo svolgersi teoretico di quanto egli va via via descrivendo – vincere con immediatezza.

La nostra analisi individua dunque il luogo del proprio cominciamento nel primo capitolo dell’opera pubblicata a Jena alla fine di marzo 1807, titolato «La certezza sensibile, il Questo e la mia opinione [Die sinnliche Gewissheit; oder das Diese und das Meinen]».

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