Carlo Pacher, Intersoggettività, costruzione, limite. Intorno alla riflessione hegeliana sul linguaggio

Il linguaggio attraversa l’intero sistema filosofico di Hegel senza mai costituire l’oggetto di una trattazione autonoma. Muovendo da una ricostruzione rigorosamente ermeneutica della littera hegeliana, il presente volume segue l’emergere del linguaggio nei principali luoghi del sistema, individuando tre snodi concettuali che ne scandiscono lo sviluppo: l’intersoggettività, quale cifra del linguaggio nella Fenomenologia dello spirito; la costruzione, che caratterizza il percorso dell’intelligenza nell’Enciclopedia delle scienze filosofiche; il limite, che si manifesta nel tentativo estremo della proposizione speculativa di rendere il concetto nella Scienza della logica. L’analisi mostra come il linguaggio agisca, lungo l’intero itinerario del pensiero hegeliano, insieme come ciò che rende possibile la realizzazione del pensiero e come il luogo nel quale il pensiero può ricercare le proprie tracce. In questa prospettiva, il lascito filosofico della riflessione hegeliana sul linguaggio consiste nell’incessante esercizio di de-significazione e risignificazione delle parole, attraverso il quale la filosofia mantiene aperta la ricerca del concetto.

La difficoltà di condurre una ricerca che pone a tema il linguaggio nel sistema degli scritti filosofici di Hegel è insita innanzitutto nello sviluppo che esso ha avuto nel sistema stesso. Com’è ampiamente noto, infatti, Hegel non ha scritto un’opera dedicata alla disamina del linguaggio, né gli ha ritagliato uno spazio di dedicazione esclusiva ed indipendente in nessuna delle sue produzioni o nei corsi di lezione, a differenza di quanto è accaduto ad esempio per l’arte, il diritto, la religione, la storia o la filosofia. Questo aspetto risulta determinante al pari del fatto che, all’incontro, esternazioni ed osservazioni multiple sul linguaggio ricorrono spessissimo e in tutti i contesti della riflessione hegeliana, testimoniando un genuino interesse che egli doveva indubitabilmente nutrire nei confronti di un tema che è presente dai diari di Stoccarda e dalla prima versione di quella che è stata denominata la Logica e metafisica di Jena, fino alla seconda Prefazione della Scienza della logica redatta pochi giorni prima della morte. L’unica eccezione a tale riscontro potrebbe essere sostenuta dal fatto che nell’Enciclopedia delle scienze filosofiche in compendio si trovano una manciata di paragrafi dedicati all’attività dell’intelligenza che perviene alla creazione e all’utilizzo della Sprache; tuttavia, essi non costituiscono che una tematizzazione di passaggio nel ben più ampio contesto del divenire pensiero dell’intelligenza. Il linguaggio lo si trova, insomma, dappertutto e da nessuna parte, la qual cosa costringe e ha costretto tutti coloro che si sono cimentati nell’interpretazione del linguaggio negli scritti di Hegel ad una scelta nel merito dei luoghi e dei testi specifici del sistema nei quali il tema emerge. Conseguentemente, va da sé, il panorama delle interpretazioni che sono state fornite è costituito da una notevole pluralità di spunti di lettura e di una altrettanto varia molteplicità nel merito della scelta e della sottolineatura dei luoghi che sono da considerarsi più importanti per l’analisi.

Prima di motivare la scelta dei passi che si andranno ad affrontare e di inquadrarne la linea interpretativa, si impone pertanto l’esigenza di gettare lo sguardo allo sviluppo e all’attenzione che sono stati rivolti dalla comunità scientifica alla posizione e al ruolo del linguaggio nell’opera di Hegel.

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