Sergio Benvenuto

Sergio BenvenutoSergio Benvenuto è psicoanalista e filosofo, già ricercatore in psicologia sociale presso il CNR a Roma. Emeritus Professor di Psicoanalisi presso l’Istituto Internazionale di Psicologia del profondo di Kiev. Ha fondato (nel 1995) ed è direttore dell'”European Journal of Psychoanalysis”; è inoltre presidente dell’Istituto di Studi Avanzati in Psicoanalisi. È autore di vari libri e saggi pubblicati in Italia e all’estero. Tra le sue pubblicazioni più recenti: Accidia (Bologna 2008), La gelosia (Bologna 2011), Sono uno spettro, ma non lo so (Milano 2013), Lacan, oggi (con A. Lucci, Milano 2014), What are Perversions? (London 2016). Per Orthotes è già apparso La psicoanalisi e il reale. “La negazione” di Freud (Napoli-Salerno 2015).

Come leggere Freud?

Un’indagine fatta anni fa tra tutti i libri delle discipline umanistiche e sociali del mondo mostra che solo Lenin, Shakespeare, Platone e la Bibbia sono citati più di Freud. Harold Bloom, nel famoso libro Il Canone Occidentale, ha inserito Freud nel suo elenco dei 26 scrittori più importanti di ogni tempo.

Quindi, leggere Freud è occuparsi di uno degli autori più noti e controversi al mondo. Del resto, quando un filosofo o uno storico o un saggista si misura con la psicoanalisi in generale, scrive di solito solo di Freud; gli altri caposcuola, come Winnicott, Klein, Bion, Kohut e altri, non vengono considerati (con l’eccezione di Jung e di Lacan). Di solito, scrivere su Freud è visto come assolutamente necessario ma anche come sufficiente per occuparsi di psicoanalisi.

Il modo in cui mi misuro qui con certi testi di Freud tiene conto di alcune letture di Freud che si sono succedute. In particolare, devo molto, oltre che a certe ricostruzioni storiche dell’uomo Freud, al modo in cui lo hanno letto Ludwig Wittgenstein, Bruno Bettelheim, Jacques Lacan e alcuni suoi allievi, Jean Laplanche, Jacques Derrida, Jean-Luc Nancy, Elvio Fachinelli, e altri ancora. Eppure ho cercato di compiere uno sforzo di ascesi, di mettere tra parentesi tutti questi approcci – il che non significa ignorarli o dimenticarli – per cercare di capire, con ricercata ingenuità, cosa Freud ha veramente detto (titolo di una famosa collana divulgativa di libri di decenni fa). Ho voluto svolgere una lettura il più possibile approfondita, fedele e libera.

La pretesa di leggere Freud con occhi e orecchi vergini cercando di intendere l’essenziale della sua scrittura, può muovere all’ilarità più di un lettore, in particolare chi si rifà al relativismo ermeneutico. Non esistono letture trasparenti di un testo, tanto più di un autore morto che non può più puntualizzare o correggere. Ogni autore, ogni epoca, legge “il classico” (possiamo considerare Freud un classico moderno) secondo proprie griglie date dai propri interessi, priorità, saperi, domande, pregiudizi, giudizi previ, del proprio tempo. Insomma, anche se possiamo leggere un testo con maggiore o minore rigore filologico, non possiamo leggere un testo del passato obiettivamente. La questione del “come leggere” un testo è una delle più complesse. Inoltre questa questione è interna alla psicoanalisi stessa, nella misura in cui l’analisi è una certa lettura della parola dei soggetti. La questione di come leggere oggi i testi psicoanalitici si embrica quindi alla questione di capire su quale tipo di lettura – o ascolto – la psicoanalisi si basa.

Freud

appuntamenti

15.05.2015 // Libreria Utopia Milano
23.04.2015 // Libreria Koob Roma

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