Rudolf Rocker (1873-1958) è stato uno dei principali esponenti dell’anarchismo tedesco. Esule in Gran Bretagna, alla fine del XIX secolo fu anima del movimento operaio ebraico londinese, cui impresse un tono spiccatamente libertario. Rientrato in Germania dopo la Prima guerra mondiale, prese parte alla Rivoluzione del 1918-19 e in seguito fu tra i protagonisti della rinascita del sindacalismo d’azione diretta. Costretto ad abbandonare di nuovo il suo paese, ormai in mano al nazismo, Rocker si stabilì negli Stati Uniti, dove continuò con inesauribile energia il suo impegno militante, attraverso una gran mole di scritti, discorsi e proposte coraggiose, che contribuirono alla rinascita dell’anarchismo nel secondo dopoguerra.
Nato a Magonza nel 1873, Rudolf Rocker iniziò a occuparsi attivamente di politica prima dei vent’anni, avvicinandosi alla corrente dei Jungen, i giovani, che criticavano dall’interno il Partito socialdemocratico di Germania dell’anziano Wilhelm Liebknecht, di Karl Kautsky e August Bebel, invischiati in una politica riformista e parlamentarista che, a loro giudizio, frenava gli aneliti rivoluzionari delle masse sfruttate. Nel Partito si aprì un aspro confronto conclusosi nel 1891 al Congresso di Erfurt, con l’espulsione della corrente minoritaria. Nacque quindi l’Unione dei Socialisti Indipendenti, con il proposito di far convivere le correnti socialiste di sinistra e parte del mondo anarchico. Gli Indipendenti furono molto attivi nelle lotte sociali almeno fino al 1895 e attirarono l’attenzione di polizia e magistratura, che non risparmiarono i mezzi destinati alla repressione. Lo stesso Rocker fu costretto a lasciare il Paese per evitare gli arresti: si stabilì a Parigi, continuando un autonomo processo di formazione sui principali testi dell’anarchismo teorico, per poi trasferirsi a Londra nel 1894.
Sin dagli anni Settanta, la capitale britannica era diventata meta anche di tanti ebrei che sfuggivano alle persecuzioni nell’impero zarista: spesso in transito, per lo più verso le Americhe; non pochi rimanevano, per scelta o per mancanza di alternative e di risorse: affollavano così i quartieri poveri, vivendo in condizioni di estremo bisogno o sfruttati sanguinosamente con lavori privi di qualsiasi garanzia. In tale contesto, gli anarchici locali si facevano promotori di legami nuovi e organizzazione, di accrescimento culturale e morale, attraverso giornali in lingua yiddish, scuole, attività teatrali, sindacati, in un tempo in cui il movimento operaio socialista non era del tutto immune da sentimenti antisemiti. Attivissimo in questo contesto fino alla Prima guerra mondiale, il «goy» (non ebreo) Rocker divenne un leader del movimento e rimase nel ricordo tramandato tra gli operai ebrei dell’East End un vero e proprio «nuovo Mosè».
Allo scoppio della Grande guerra, Rocker fu vittima dell’Aliens Restriction Act approvato dal Parlamento britannico il 5 agosto 1914: fu internato il 2 dicembre 1914; la sua compagna Milly Wittcop (1877-1955), anarchica ucraina, e il figlio maggiore, Rudolf jr., seguirono la sua stessa sorte alcuni mesi dopo, il 28 luglio 1916. Riuscì a tornare in Germania soltanto nel 1918, mentre scoppiava la rivoluzione dei consigli, presto repressa nel sangue in tutto il paese, da Berlino (dove furono assassinati Rosa Luxemburg e Karl Liebknecht) a Monaco (dove venne tra gli altri trucidato Gustav Landauer).
[di Gianfranco Ragona]