Mauro Farnesi Camellone insegna Filosofia Politica presso il Dipartimento di Scienze Politiche, Giuridiche e Studi Internazionali dell’Università degli Studi di Padova. Tra i suoi lavori: Giustizia e storia. Saggio su Leo Strauss (2007); La politica e l’immagine. Saggio su Ernst Bloch (2009); Indocili soggetti. La politica teologica di Thomas Hobbes (2013); con C. Collamati e E. Zanelli, Filosofia e politica in Ernst Bloch. Lo spirito dell’utopia un secolo dopo (2019).
Un’attenta analisi del ruolo dell’accumulazione originaria nella marxiana critica dell’economia politica sembra complicare la separazione tra “punto di partenza” e “risultato” del modo di produzione capitalistico, non riducendone il concetto a descrittore del periodo di transizione che ha condotto all’emergere del capitalismo. La tesi che vogliamo verificare, dentro alle argomentazioni di Marx, è quella dell’inseparabilità dialettica di accumulazione originaria e accumulazione capitalistica, e dunque del carattere costitutivo della prima per i rapporti sociali capitalistici e del suo contenuto sistematico e formativo per le categorie economiche capitalistiche.
Nella misura in cui i rapporti sociali capitalistici poggiano sulla separazione tra la massa della popolazione e i mezzi di produzione, l’accumulazione originaria è la premessa e il presupposto di tali rapporti. Quel divorzio è il risultato del processo dell’accumulazione originaria ed è il presupposto storico costitutivo del rapporto sociale di capitale. Il punto in questione è precisamente la trasformazione del presupposto storico del capitalismo – lo spossessamento – nella premessa costitutiva della sua esistenza: l’accumulazione per mezzo della valorizzazione è basata su e presuppone l’accumulazione per mezzo dello spossessamento.
Anche se si accetta il carattere temporalmente specifico dell’accumulazione originaria, non può sfuggire come periodicamente il capitale abbia cercato di risolvere le crisi di accumulazione con la sottomissione imperialistica di nuove popolazioni, come risulta chiaramente in Rosa Luxemburg. Tuttavia, ciò non sembra pienamente cogliere il carattere specifico del concetto di accumulazione, cioè la dimensione assiologica dell’accumulazione originaria, perché continua a considerare quest’ultima, per quanto non uniforme nel tempo possa essere la sua manifestazione, come periodo storico di transizione al capitalismo. Nell’analisi di Marx, invece, «l’accumulazione è la conquista del mondo della ricchezza sociale. Essa estende, oltre la massa del materiale umano sfruttato, anche il dominio diretto e indiretto del capitalista». Ciò significa che l’accumulazione originaria, sebbene rappresenti la base del modo di produzione capitalistico nella sua infanzia, è diventata anche il suo prodotto attraverso la necessità di questo modo di produzione di creare non solo un mercato sempre in espansione, ma anche di aumentare i ranghi del proletariato per mezzo dello spossessamento.