Quando Josif Brodskij, in occasione del conferimento del premio Nobel per la poesia e la letteratura, sostenne che uno dei principali problemi del nostro tempo è la volgarità, e che solo la bellezza avrebbe potuto salvarci, non avevamo forse compreso fino in fondo quanto fosse nel giusto. Ma si sa, è dei poeti vivere al di sopra delle proprie possibilità, come diceva sempre Luigi Pagliarani. Brodskij poi aggiunse che l’estetica è la madre dell’etica, perché la contiene, completando una diagnosi e un progetto per cambiare la nostra vita. Non l’abbiamo ascoltato. La volgarità, e non la bruttezza, si propone nel nostro tempo come il contrario della bellezza; così come l’indifferenza, e non l’odio, è il contrario dell’amore…
Ugo Morelli
Ugo Morelli (1951), studia presso l’Università di Bologna, dove si laurea in Scienze Politiche, indirizzo politico-sociale e psicologico-organizzativo, tesi in Metodologia della Ricerca e Tecniche di Ricerca Psicologica e Sociale. Successicamene, sempre a Bologna, svolge attività di ricerca e si specializza in Psicologia sociale, Psicologia del lavoro e delle organizzazioni e Organizzazione aziendalecon Giovanni Pellicciari, Achille Ardigò, Romano Prodi, Augusto Palmonari, Guido Sarchielli. Si interessa prima all’analisi delle relazioni asimmetriche, del conflitto e del potere, lavorando sotto la conduzione di Luigi Pagliarani, di Franco Fornari e di Michel Foucault, poi all’analisi psicosociologica del lavoro, delle organizzazioni e delle istituzioni, specializzandosi con la conduzione e supervisione di Francesco Novara, Eugéne Enriquéz e Harold Bridges, presso il Centro di Psicologia Adriano Olivetti Torino, l'Università degli Studi di Milano, l'Università di Parigi VII, e il Tavistok Institute on Human Relation, Londra.
