Questo fondamentale scritto sull’interpretazione musicale, che ha esercitato un grande influsso sull’arte direttoriale dell’ultimo secolo, fu composto nell’autunno del 1869 e pubblicato dapprima nella «Neue Zeitschrift für Musik» e poi, nel 1870, in volume presso l’editore Kahnt di Lipsia.
Del dirigere non è un manuale del direttore d’orchestra, quanto piuttosto lo specchio di una lucida riflessione tecnica, profondamente calata nella propria vita professionale. E la somma delle esperienze fatte dallo stesso Wagner nell’esercizio della direzione d’orchestra, come istruttore e come interprete, e in questo senso è anche la rievocazione del vecchio mondo delle orchestre di corte, appesantito da costumanze inveterate. Del dirigere (che è forse quanto di meglio Wagner abbia scritto), riesce a fondere mirabilmente la pratica esecutiva e la critica estetica, in modo che il dettaglio interpretativo suggerisca l’interpretazione estetica generale e quest’ultima compenetri di sé anche il più circoscritto problema esecutivo.
Nell’autunno del 1869 Richard Wagner risiede nella villa di Tribschen, immersa nella quiete del parco affacciato sul lago dei Quattro Cantoni. Se gran parte delle sue opere è ormai rappresentata da tempo nei teatri di Germania e d’Europa, gli restano tuttavia da ultimare alcuni fra i suoi più significativi lavori, il grandioso dramma quadripartito dell’Anello del Nibelungo, che vedrà la luce nella sua versione completa solo nel 1876 a Bayreuth, ed il Parsifal, il cui abbozzo in prosa dell’estate del 1865 costituisce il nucleo del Dramma sacro, sviluppato poi nel poema (1877) ed infine nella partitura, terminata in Italia il 13 gennaio 1882.
E «nel fecondo periodo di Tribschen», segnato dall’amicizia con Friedrich Nietzsche, Wagner attende alla stesura di un breve trattato in cui espone la sua concezione del dirigere l’orchestra con riguardo soprattutto alla sua esperienza di direttore, chiarendo quale deve essere la funzione dal podio di questo tramite necessario al compositore acciocché l’opera, muta sulla carta, si trasformi in un’entità viva e sonora. Wagner poteva ben a ragione dibattere questo argomento. La direzione d’orchestra era stata uno dei suoi primi impegni di musicista e per decenni quest’attività lo aveva portato per tutte le contrade d’Europa, spesso costrettovi anche dall’impellente urgenza di sanare il proprio bilancio, sempre spaventosamente in deficit.
L’elaborazione di questo saggio, il cui titolo originale suona semplicemente Del dirigere, occupa Wagner dalla fine del mese di ottobre del 1869 fino ai primi giorni dell’anno successivo. Esso fu dapprima pubblicato a puntate settimanali, dal 26 novembre 1869 al 21 gennaio 1870, nella «Neue Zeitschrift fur Musik» di Brendel e il 25 marzo del 1870 apparve in volume presso l’editore Christian Friedrich Kahnt di Lipsia. Nello stesso periodo venne pubblicato anche dalla «New Yorker Musikzeitung». Secondo Emerich Kastner esistono piccole variazioni tra la versione del saggio proposto a puntate e quella pubblicata nel testo del Kahnt. Quest’ultima sarà inclusa da Wagner nelle sue Gesammelte Schriften und Dichtungen quando, nel 1873, ne curerà la pubblicazione dell’ottavo volume. Nelle annotazioni del diario della moglie Cosima troviamo non di rado cenni di questo lavoro del Maestro, assistiamo anzi alla stesura continuativa delle varie puntate, spesso oggetto di lettura familiare dopo il pranzo serale, e che vengono poi di volta in volta inviate all’editore per la pubblicazione.