I saggi di storia della filosofia raccolti in questo libro sono dedicati alla grande Scolastica medievale (parte prima) e al Novecento (parte seconda), specialmente italiano (parte terza e quarta). La ricostruzione storica non è stata dettata solo da naturali preoccupazioni narrative, ma anche da altrettanto naturali (benché spesso dagli storici della filosofia trascurate) preoccupazioni teoriche. Ad avviso dell’Autore, infatti, non si può ripercorrere la storia del pensiero, quale che essa sia, senza presentarla a un lettore non solo curioso dei risultati della ricerca, ma anche curioso della solidità veritativa dei risultati della ricerca. Questo ci hanno insegnato i grandi Maestri di filosofia che si sono occupati anche di storia della filosofia (da Aristotele a Hegel, almeno). Questo è giusto non dimenticare e, nei limiti delle proprie forze, praticare. Ed è ciò che in questo libro si è cercato di tenere sempre a mente: storia e verità.

La domanda teologica

Da qualche tempo è tramontata, nella cultura storiografica, la leggenda del Medioevo come mondo di barbarie intellettuale e morale, quindi non spenderemo una parola per mostrarne la manifesta assurdità. Qualche parola invece desideriamo spendere per indicare quali sono le caratteristiche più vistose della cultura medioevale e, segnatamente, della filosofia medioevale, perché di questa soprattutto dovremo occuparci.

Queste caratteristiche potrebbero essere poi raccolte in una sola, anche a costo di rischiare una semplificazione eccessiva: raccolte cioè nell’emergenza assoluta della domanda su Dio o della domanda teologica.

L’uomo medioevale, sia esso filosofo o letterato, costruttore di città o coltivatore della terra, prete o laico, suddito o re, cavaliere o monaco, vive, infatti, costantemente se stesso e il mondo che lo circonda, interpreta costantemente se stesso, i fatti, i segni, le dottrine in cui si imbatte, a partire dalla domanda teologica. Quando questa domanda epocale non assillerà più e sarà sostituita dall’emergenza della domanda sull’uomo e sulla natura, il Medioevo sarà finito, la grande età teologica della storia dell’Occidente si chiuderà. Comincerà appunto l’Umanesimo (sec. XV).

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