Ralph Waldo Emerson, Società e solitudine

I saggi qui raccolti – Società e solitudine, Amicizia, Doni, La superanima, Vita e letteratura nel New England, Carattere – permettono di cogliere il delicato equilibrio che Emerson stabilisce tra istanze sociali e fiducia in se stessi. Lo spirito moderno sta dal lato dell’individuo, che riassume in sé il mondo. Tuttavia, volgendosi a guardare le grandi utopie di prosperità sociale della generazione precedente, Emerson mostra benevolenza verso quei progetti generosi, mettendo solo in guardia da eccessi comunitari. L’uomo di «carattere» mira all’autosufficienza, eppure su questo fondamento si apre la possibilità di una gioiosa interazione con le persone e di autentici rapporti amicali. Ciò che si dona è qui il proprio stesso essere, l’unico dono che non umilia il beneficato.

Vi è in noi molta più gentilezza di quanto si sia mai detto. Nonostante tutto l’egoismo che raggela il mondo come i venti dell’est, l’intera famiglia umana è intinta di un elemento amoroso, come di un fine etere. Fra le persone che incontriamo nelle case, quante sono quelle cui quasi non parliamo, eppure le onoriamo ed esse ci rendono onore! Fra quelle che vediamo per strada, o con cui sediamo in chiesa, quante sono quelle la cui presenza, seppur silenziosa, ci dà una calorosa gioia. Leggete il linguaggio di questi vaghi sguardi. Il cuore lo conosce.

Indulgere a questi affetti umani ha l’effetto d’una certa allegria cordiale. In poesia e nei discorsi comuni le emozioni di benevolenza e compiacenza che si sentono verso gli altri sono assimilate agli effetti materiali del fuoco; queste belle irradiazioni interiori sono altrettanto rapide, o anche assai più rapide, più attive, più espansive. Dal grado supremo dell’amore appassionato all’infimo grado della buona volontà, esse fanno la dolcezza della vita.

I nostri poteri intellettuali e attivi aumentano coi nostri affetti. Lo studioso siede allo scrittoio, e anni e anni di meditazione non gli offrono un solo buon pensiero o una sola espressione felice; ma poi sopravviene la necessità di scrivere una lettera a un amico e, all’istante, folle di pensieri gentili da ogni lato si vestono di parole azzeccate. Guardate, in ogni casa dove abitino virtù e rispetto di sé, le palpitazioni che causa l’avvicinarsi d’un estraneo. Un estraneo raccomandato è annunciato e atteso, e un’inquietudine di piacere misto a pena pervade ogni cuore della famiglia. Il suo arrivo porta quasi paura nei buoni cuori che vogliono dargli il benvenuto. La casa è spolverata, ogni cosa vola al proprio posto, la vecchia giacca è cambiata con una nuova, ed essi, se possono, devono preparare una cena. Di un estraneo raccomandato, gli altri han riferito solo cose buone, di lui abbiamo sentito dire soltanto il buono e il nuovo. Per noi egli rappresenta l’umanità. È ciò che desideriamo. Avendo lavorato d’immaginazione su di lui e avendogli dato l’investitura, ci chiediamo come dovremo comportarci e parlare con un uomo siffatto, e siamo a disagio, timorosi. Questa stessa idea esalta la conversazione con lui. Parliamo meglio del solito. Abbiamo la più agile fantasia, una memoria più ricca, e il nostro diavolo muto ci lascia in pace per un po’. Per lunghe ore possiamo continuare una serie di comunicazioni sincere, graziose e ricche, tratte dalle nostre esperienze più vecchie, più segrete, sicché quelli che ci stanno accanto, i nostri familiari e conoscenti, proveranno una viva sorpresa davanti ai nostri poteri inusitati. Ma appena lo straniero comincia a inserire nella conversazione le sue parzialità, le sue definizioni, i suoi difetti, è tutto finito. Egli ha sentito il principio, la fine e il meglio di ciò che potrà mai ascoltare da noi. Non è più estraneo, ora. La volgarità, l’ignoranza, i preconcetti sono vecchie conoscenze. Ora, quando egli arriva, può forse ritrovare l’ordine, il vestito e la cena, ma il palpitare del cuore e la comunicazione dell’anima, non più.

Che c’è di più piacevole di questi impeti d’affetto, che mi rendono di nuovo giovane il mondo? Cos’è più delizioso di un giusto e solido incontro fra due persone in un pensiero, in un sentimento? Che belli, quando s’avvicinano a questo cuore battente, i passi e le forme di chi è sincero e ricco di mille talenti! Nel momento in cui noi indulgiamo ai nostri affetti, la terra subisce una metamorfosi; non c’è più inverno né notte: ogni tragedia e sconforto dilegua, e scompare ogni dovere, nulla riempie la processione dell’eternità se non le forme tutte raggianti delle persone amate. Assicurate all’anima che da qualche parte nell’universo si ricongiungerà all’anima amica, ed essa sarà contenta e lieta in solitudine per mille anni.

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