Andrea Nicolini, La passione dell’indifferenza. Agamben, Freud, Proust

Si sente spesso affermare che l’unica passione più crudele dell’odio sia l’indifferenza. Ma perché ciò che potremmo definire il grado zero della passionalità viene percepito come una passione elevata a potenza negativa? Cosa si nasconde di tanto terribile nell’indifferenza? Queste sono solo alcune delle domande a cui il libro tenta di rispondere per mostrare l’intimo legame che unisce la passione all’indifferenza. Poiché diversamente da quanto saremmo portati a credere, l’indifferenza non è solo ciò che si sottrae all’amore né ciò che resta di una passione ormai consunta. Se occupa lo spazio lasciato vacante dall’amore non è per difetto ma per eccesso di passione – una passione di cui è invero la radice più profonda e il segreto più terribile.

La fine di un legame amoroso non si limita, secondo Freud, a generare un dolore passivo, ma si rivela come un campo di forze che riattiva conflitti originari, impulsi rimossi e tensioni psichiche, dando voce a quella complessità affettiva che l’amore, nella sua pienezza, tende a dissimulare. Per questo analizzarne il contraccolpo emotivo risulta molto interessante agli occhi del padre della psicoanalisi che, con gusto velatamente sadico, sottolinea quanto «la perdita dell’oggetto d’amore diventi un’ottima occasione per far valere e mettere in rilievo l’ambivalenza insita nella relazione amorosa». L’ambivalenza di cui parla Freud è chiaramente quella tra odio e amore che verrà trattata compiutamente solo nel saggio del 1922 dal titolo L’Io e l’Es dove, prendendo le mosse dalla sorprendente intuizione sulla pulsione di morte, Freud si spingerà al punto di affermare che «l’odio è invariabilmente l’inatteso accompagnatore dell’amore», suggerendo così come questi sentimenti apparentemente antitetici non susseguano necessariamente l’uno all’altro in modo lineare e vicendevolmente esclusivo, ma coesistano, si sovrappongano e si alimentino a vicenda, dando luogo a un groviglio affettivo tanto più intenso quanto più invisibile nel momento dell’innamoramento.

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