Paolo Vignola

Paolo Vignola è assegnista di ricerca in Filosofia morale presso l’Università degli Studi di Bergamo, professore invitato di Filosofia della tecnica e Genealogia dell’IA presso la Pontificia Università Antonianum, dove è coordinatore scientifico del Master in Etica e Intelligenza Artificiale. È condirettore della Scuola di Filosofia Prof. Challenger e delle Baite Filosofiche di Lecco. Tra le sue monografie Deleuze. Filosofia di una vita (con F. Domenicali). Con Orthotes ha tradotto e curato vari libri, tra cui la nuova edizione di Mille piani (2017), e pubblicato le due monografie L’attenzione altrove. Sintomatologie di quel che ci accade (2013) e La funzione N. Sulla macchinazione filosofica in Gilles Deleuze (2018).

L’arte nietzschiana di spostare le prospettive, come vedremo, riverbererà nella distinzione e articolazione della dimensione molare e di quella molecolare, così come del «maggiore» e del «minore», ossia gli elementi teorici e strategici alla base della proposta micropolitica di Mille piani, nonché risultato di punta proprio della polarizzazione e del ri-orientamento del sistema delle forze attive e reattive. Riprendiamo dunque il discorso centrale, attorno ai termini forte e debole, che in Deleuze e Guattari risulta legato alla repressione e l’autorepressione del desiderio. In un’intervista a seguito della pubblicazione di L’anti-Edipo, Deleuze afferma:

Che le persone in una società desiderino la repressione, per gli altri e per se stesse, che vi siano sempre delle persone che vogliono rompere le palle ad altre e che abbiano la possibilità di farlo, il “diritto” di farlo, è questo che mette in luce il problema di un legame profondo tra il desiderio libidinale e la sfera sociale. Un amore disinteressato per la macchina oppressiva: Nietzsche ha detto cose magnifiche su questo permanente trionfo degli schiavi, su come gli afflitti, gli avviliti e i deboli impongano il loro modo di vita su tutti noi.

Paolo Vignola
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Monografie

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