Nicola Turrini

Nicola TurriniNicola Turrini è dottore di ricerca in filosofia e fa parte del Centro di Ricerca Tiresia per la filosofia e la psicoanalisi e del Centro di ricerca Orfeo – immagine suono scrittura – presso l’Università di Verona. Fernand Deligny è la sua prima monografia.

Quel che (non) dicono i bambini

In un testo di Critica e clinica intitolato Quel che dicono i bambini, Gilles Deleuze riprende l’esperienza delle cartes d’erre a partire dalla critica all’impostazione freudiana già discussa ne l’Anti-Edipo. Capitalismo e schizofrenia.  La “mappa dei tragitti” costituisce, secondo Deleuze, un elemento essenziale dell’attività psichica del bambino. Laddove Freud concepisce l’esplorazione dell’ambiente come una via a senso unico che testimonia un desiderio inconscio, e dove la rete delle soggettività occupa dei posti fissi indipendenti dagli ambienti, Deleuze pensa il milieu non più come contenitore ma piuttosto come luogo fatto di qualità, intensità, potenze ed eventi: «la strada e i suoi materiali, come il lastricato, i suoi rumori, come le grida dei venditori, i suoi animali, come i cavalli da tiro, i suoi drammi (un cavallo scivola, un cavallo cade, un cavallo viene picchiato…)». Se il tragitto non si confonde unicamente con la soggettività di coloro che percorrono un ambiente ma anche con «la soggettività dell’ambiente stesso in quanto si riflette in coloro che lo percorrono», la mappa,  come identità fra il percorso e il percorso che è stato fatto, diviene indiscernibile dal proprio oggetto, proprio perché «l’oggetto stesso è movimento». È qui che il filosofo francese chiama direttamente in causa Deligny: «nulla è più istruttivo dei percorsi dei bambini autistici, come quelli di cui Deligny rivela e sovrappone le mappe, con le loro linee abituali, le loro linee d’erranza, i loro meandri, i loro ripensamenti e il loro tornare sui propri passi, tutte le loro singolarità».

Deleuze conosceva il “tentativo” di Deligny tramite Félix Guattari, e ne aveva già discusso in alcune pagine di Mille piani, definendo quello che chiamava “metodo Deligny”: «fare la carta dei gesti e dei movimenti di un bambino autistico, combinare più carte per lo stesso bambino, per più bambini».

Fernand Deligny

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Nicola Turrini ultima modifica: 2018-06-19T05:09:08+00:00 da orthotes
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