Massimo Cerulo

Massimo Cerulo è professore di sociologia nel Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università degli studi di Perugia e chercheur associé presso il laboratorio CERLIS dell’Université Paris Descartes, La Sorbonne di Parigi. Ha insegnato e svolto attività di ricerca nelle università di Torino, Salerno, Napoli, Cosenza, Lugano, UQAM-Montréal, EHESS-Parigi, Lille, Montpellier, Londra. È membro della Société Internationale d’Ethnographie, dell’Osservatorio per lo studio dei mutamenti sociali e delle innovazioni culturali (MUSIC-Torino), dell’Osservatorio per lo studio della vita quotidiana e dei processi culturali (OSSIDIANA-Cosenza). Per la casa editrice Orthotes è direttore scientifico della collana “Teoria sociale”. Ha introdotto in Italia parti della teoria sociale di alcuni classici della sociologia, quali Pierre Bourdieu (Sul concetto di campo in sociologia, Roma 2010), Gabriel Tarde (La logica sociale dei sentimenti, Roma 2011) e Arlie R. Hochschild (Lavoro emozionale e struttura sociale, Roma 2013). Tra le sue pubblicazioni più recenti: Emozioni e ragione nelle pratiche sociali (con F. Crespi, Orthotes 2013); La società delle emozioni (Orthotes 2014); Gli equilibristi. La vita quotidiana del dirigente scolastico (Soveria Mannelli 2015); Sociologia delle emozioni. Autori, teorie, concetti (Bologna 2018); Emotions et dynamiques sociales. Règles et expressions dans l’interaction sociale (Montpellier 2020).

Emozioni commercializzate

La società capitalistica occidentale, della quale siamo abitanti, con le sue logiche di efficienza lavorativa e ricerca del benessere a tutti i costi, sembrerebbe creare complicazioni e rischi alla manifestazione delle proprie emozioni perché genererebbe rapporti superficiali e freddi.

È quanto sostenuto dalla sociologa americana Arlie Russell Hochschild – tra le fondatrici della sociologia delle emozioni – che in alcuni suoi recenti studi riflette sul rapporto tra emozioni e vita quotidiana nella middle class statunitense, concentrandosi in particolare sulle modalità attraverso cui queste ultime vengono manifestate nell’ambito famigliare e in quello lavorativo.

L’autrice evidenzia quanto sia difficile, oggi, manifestare le proprie emozioni senza compromettere la carriera lavorativa. E, di riflesso, fa emergere la crisi in cui verserebbe la maggior parte delle coppie statunitensi incapaci di trovare un equilibrio tra lavoro professionale e gestione della famiglia.

Secondo Hochschild, il mercato svolge un ruolo principale ed oppressivo nelle pratiche emozionali quotidiane. Esso, riempiendo il vuoto culturale creatosi dall’indebolimento della famiglia e della comunità, rappresenta un problema perché diventerebbe un fine in sé, senza che altre forze culturali e politiche riescano a disciplinarne gli effetti. Il mercato si inserisce in maniera dirimente nello svolgimento delle relazioni intime ed emozionali, favorendo la nascita di legami deboli in casa, col partner e con il gruppo di appartenenza, che vuol dire sfilacciamento delle mura dell’ambito privato e pubblicizzazione della vita intima-emozionale.

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