Luca Mauceri

Luca Mauceri (Treviso, 1990) si è laureato in filosofia all’Università Ca’ Foscari di Venezia. Studioso di ontologia e del pensiero italiano contemporaneo, è editorialista e membro della redazione de “La Chiave di Sophia”, per cui tiene la rubrica “Il terzo occhio”, in cui confluiscono i suoi interessi di filosofia, musica e poesia.

Una crisi del pensiero, della tradizione, del sistema sociale o politico-economico, dei modi di vita di un popolo, apre fortemente alla possibilità di un ripensamento dei fondamenti su cui quelle strutture sono potute nascere e svilupparsi.

Come sia Severino che Cacciari affermano unanimemente sin dagli inizi dei loro discorsi filosofici, le trasformazioni e le determinazioni più superficiali, contingenti, apparentemente più lontane tra loro, sono le manifestazioni di un processo o di uno sfondo ben più ampio che le connette. Lo studio di questo sfondo è proprio della filosofia, che interrogando ed analizzando le trasformazioni e le determinazioni del proprio tempo può giungere a dover ripensare e ridiscutere i propri inizi e quelli dell’oggetto delle sue ricerche. Entrambi i filosofi in questione lo fanno, partendo da luoghi diversi, servendosi di mezzi differenti ma pur sempre rigorosi, interrogando ambiti culturali diversi e giungendo a conclusioni diverse.

Se Severino è uno dei maggiori punti di riferimento contemporanei per il pensiero sull’essere, proprio cioè su quel primo sfondo che circonda e comprende ogni ente, e reinterpreta l’intera civiltà occidentale in vista del senso autentico dell’essere e del suo oblio, Cacciari si pone come una figura altrettanto importante di quel panorama filosofico che vuole e sente il dovere di ripensare il senso dell’origine in vista del coglimento della configurazione attuale del pensiero e delle manifestazioni del mondo. Se l’inizio di queste indagini avvengono primariamente e a partire da La struttura originaria per Severino e Dell’Inizio per Cacciari, sarà di primaria importanza un confronto tra quello che in quei testi è delineato. Questo non rinchiude la ricerca a quei soli testi, dato che è in molti altri luoghi che il loro confronto avviene anche più esplicitamente e che i tratti fondamentali dei loro discorsi vengono enucleati, ma è da quei testi che le caratteristiche peculiari dei loro pensieri emergono con forza: se infatti «La struttura originaria (1958) rimane ancora oggi il terreno dove tutti i miei scritti ricevono il senso che è loro proprio», e che quindi è necessario presupporre per lo studio di tutto il pensiero severiniano posteriore, Dell’Inizio riformula e porta avanti ciò che già in testi precedenti come Dallo Steinhof o Icone della Legge si era cominciato a interrogare, costituendosi come inaggirabile punto fermo del suo pensiero. In quei testi inizia a problematizzarsi e ad analizzarsi il senso più proprio dell’ente e dell’essere secondo i loro autori.

Nessun commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

X