Lorenzo Petrachi

Lorenzo Petrachi si occupa di filosofia della storia e teorie critiche della soggettivazione con particolare attenzione alla storia delle emozioni e dei sistemi di pensiero, alla queer theory e alla ricezione del pensiero nietzschiano nella filosofia francese novecentesca. Co-fondatore del progetto Dalla Ridda presso l’Università di Bologna e membro del gruppo di ricerca History & Emotions con sede presso l’ASPI (Archivio Storico della Psicologia Italiana), è curatore e traduttore di Michel Foucault.

La questione dell’amicizia assume centralità, nel pensiero di Foucault, situandosi all’incrocio di problematiche e preoccupazioni fra loro eterogenee, facendo la sua comparsa a margine di concetti in rapporto a essa tanto più noti quanto più instabili – dapprima il potere, la resistenza, il piacere-evento, poi la soggettivazione, la critica e, più fondamentalmente, il governo di sé e degli altri. A sostenerla, un intero sciame sommerso di nozioni meno appariscenti e più difficili da individuare: la confessione d’amore, l’ascesi omosessuale, la cultura, il problema, l’esperienza. Una via d’accesso privilegiata, tuttavia, sussiste: Foucault discute l’idea dell’amicizia come modo di vita perlopiù in rapporto alle modalità di contestazione e d’invenzione messe in atto dalle comunità gay e dai singoli individui che, più o meno consapevolmente, si oppongono al dispositivo della sessualità e alla produzione eterosessuale delle forme relazionali. Nelle pagine che seguono, pertanto, mi soffermerò sul contesto immediato di questa tematizzazione dell’amicizia. È importante tenere a mente il collocarsi di questo contesto nell’ambito ben più ampio della storia del soggetto di desiderio, la cui emergenza figura fra le condizioni di possibilità storiche tanto della problematizzazione psy della sessualità quanto delle tecnologie di governo moderne. Solo così sarà possibile cogliere il nesso fondamentale che tiene unite e pone in comunicazione tra loro la questione dell’amicizia e la problematica del governo – problematica che, come ha sottolineato a ragione Moretti, «lungi dall’essere solo un tentativo passeggero tra il “momento biopolitico” e una presunta “svolta etica”, risulta essere centrale per comprendere tanto l’evoluzione dell’analitica del potere foucaultiana, quanto il problema degli ultimi anni, quello della cura di sé come etopoiesi». Nel 1977, Foucault rilascia un’intervista per «Le Nouvel Observateur». Il suo interlocutore è Bernard-Henri Lévy e il titolo recita significativamente: non au sexe roi [No al sesso re].

Nessun commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

X