Leonard Mazzone (Torino 1984) è assegnista di ricerca in Filosofia sociale e politica all’Università Milano-Bicocca, dove lavora a un progetto sulle politiche della paura e sulla costruzione di dispositivi urbani di sicurezza. Oltre ad aver pubblicato diversi articoli su riviste italiane e internazionali come «Filosofia Politica, Politica e società», «Iride», «European Journal of Political Theory» e «Theoria», è autore di Una teoria negativa della giustizia. Per un’etica del conflitto contro i mali comuni (Milano-Udine 2014), Il principio possibilità. Masse, potere e metamorfosi nell’opera di Elias Canetti (Torino 2017) e Introduzione a Elias Canetti. La scrittura come professione (Napoli-Salerno 2017).
Su Elias Canetti
«Ci sono scrittori, in verità assai pochi, che sono talmente se stessi da farci sentire dei barbari ogni volta che ci permettiamo di dire qualcosa sul loro conto»: le parole scelte da Elias Canetti per rendere omaggio a Franz Kafka quasi mezzo secolo fa non sarebbero meno calzanti, oggi, qualora fossero prese in prestito per introdurre la biografia intellettuale del loro stesso autore. L’inevitabile senso di estraneità trasmesso da una simile impresa può essere in parte attenuato dai resoconti intimi delle persone che gli furono più vicine. Nessuno meglio di Venetiana (detta Veza) Taubner-Calderon ne conobbe punti di forza e debolezze: fu una delle sue principali compagne di vita (e di scrittura) a ritrarlo all’età di quarant’anni come un uomo «con una splendida testa, un nobile sorriso, rughe profonde che sembrano quelle di un orsetto appena nato e non appartengono a quel viso. Con la sua voce […] con il suo candore e la sua ingenuità in fatto di donne […]. Con la sua incapacità di venire a capo della realtà quando si tratta di viverla e non di descriverla».