John Dewey (1859-1952) è stato un influente filosofo, teorico sociale e pedagogista. Considerato tra i fondatori del pragmatismo e della filosofia dell’educazione, ha promosso una concezione ecologica e dinamica della conoscenza come emergente dalla transazione con l’ambiente, in un continuo processo di ricerca, adattamento e revisione critica. La sua visione della filosofia come pratica ricostruttiva ha tratto alimento dai movimenti di riforma sociale del ventesimo secolo ed è espressione di un radicalismo democratico d’ispirazione naturalista e umanista.
Nella sua storia, l’umanità non è mai stata così divisa in due modi di pensare, così scissa in due campi, come è oggi. Tradizionalmente le religioni sono state connesse con idee del soprannaturale, e spesso basate su esplicite credenze riguardo ad esso. Oggi ci sono molti i quali ritengono che nulla possa meritare di venir chiamato religioso, se si prescinde dal soprannaturale. Coloro che sono di questa opinione differiscono per molti aspetti. La loro schiera si estende da coloro che accettano i dogmi e i sacramenti della Chiesa cattolica, greca e romana, come i soli mezzi sicuri di accesso al soprannaturale, fino ai teisti e ai vaghi deisti. Fra tali due estremi stanno le molte denominazioni protestanti, convinte che le sacre scritture, aiutate da una coscienza pura, offrano una via adeguata per raggiungere la verità e il potere soprannaturale. Tutti costoro consentono tuttavia in un punto: nella necessità di un Essere Soprannaturale, e di una immortalità che sta oltre il potere della natura.
Il gruppo opposto è invece costituito da coloro i quali pensano che il progresso della cultura e della scienza ha ormai completamente screditato il soprannaturale, e con esso tutte le religioni che alla fede nel soprannaturale erano legate. Ma essi vanno anche più oltre. Gli estremisti di questo gruppo ritengono che, con l’eliminazione del soprannaturale, debbano essere liquidate non soltanto le religioni storiche, ma anche tutto quanto abbia comunque una natura religiosa. Ora che la conoscenza storica ha tolto credito alle pretese avanzate in favore del carattere soprannaturale delle persone a cui veniva attribuita la fondazione delle religioni storiche; ora che l’ispirazione soprannaturale attribuita ai testi ritenuti sacri è stata contestata, e che la scienza antropologica e psicologica ha svelato la fonte anche troppo umana di ogni credenza e pratica religiosa, tutto quanto è religioso deve ugualmente, essi dicono, essere liquidato.