Jean Wahl (1888-1974) è stato un influente filosofo e poeta francese, noto per aver introdotto in Francia il pensiero di Hegel, Kierkegaard e l’esistenzialismo, ma anche di filosofi pluralisti americani come William James. Tra la sue opere principali si ricordano Petite histoire de l’«existentialisme» (1946), Traité de métaphysique (1953) e L’expérience métaphysique (1962).
Kierkegaard dice di sé: «Non sono mai stato un uomo, né un bambino, né un giovane; questa è stata la mia disgrazia fin dall’infanzia; gli altri bambini giocano, si divertono; e se si è giovani…». Lui è uno spirito, e ha vissuto solo come spirito. Non aveva immediatezza: è sempre stato «nella riflessione», nella scissione, mai nell’unità spontanea. Ha semplicemente dato agli altri l’illusione di essere giovane. «Per molto tempo è stato infantile al massimo grado, e privo di serietà», scrive il rettore Michaël Nielsen. Ma lui stesso ci dice: «Mi sono costruito una giovinezza imitata».
L’immagine di Cristo in croce è stata al centro dei suoi pensieri fin dalla più tenera età e la teologia di suo padre era la teologia del Cristo sanguinante.
Suo padre era profondamente religioso e infinitamente umile.
L’immagine angosciante di questo padre e di questo figlio, rosi da un rimorso mal definito, è già stata dipinta molte volte: «Povero figlio, disse il vecchio, che Kierkegaard avrebbe poi visto piegarsi sotto la maledizione del cielo, povero figlio; te ne vai in una disperazione senza grido». Da bambino era già come un vecchio; questa immagine del Crocifisso non lo abbandonava mai; padre e figlio erano i due uomini più malinconici che siano vissuti da quando esistono gli uomini.
Suo padre era nato nella brughiera, la grande distesa dove tutto è nudo davanti a Dio, dove la presenza di Dio è sentita con forza; era stato influenzato dalla predicazione dei fratelli moravi, colma del pensiero delle lacrime, delle ferite e del sangue di Gesù Cristo, piena di odio per il mondo.
È questa profonda impressione del cristianesimo ricevuta da bambino, che Kierkegaard decide di manifestare in tutta la sua forza, costi quel che costi. L’uomo maturo può così imparare dal bambino, dal bambino che è stato. E suo padre gli insegnò ciò che i suoi professori di teologia non potevano: che il cristianesimo è relazione esistenziale e che i giusti sono perseguitati.
Allo stesso tempo, il padre gli fornì le armi con cui combattere per il cristianesimo e con cui proteggere se stesso: l’immaginazione e la dialettica.