Jean Fallot

Jean Fallot (1912-1992) è stato un filosofo francese. La sua notorietà è legata al successo delle sue opere politiche, tra cui Lotta di classe e morale marxista (1972), Sfruttamento, inquinamento, guerra. Scienza di classe (1974), Il piacere e la morte nella filosofia di Epicuro (1977).

Jean Fallot
Jean Fallot

Opere

La scienza non appare come problema cruciale né a chi considera il marxismo come una teoria filosofica, astratta, in tutto simile alla vecchia filosofia anche se la contraddice, né a chi non vede nel marxismo che un’analisi del modo di appropriazione della produzione in regime capitalistico, priva di ogni teoria filosofica.

Ciò che rende soprattutto difficile la questione è che la teoria della scienza appare nel Capitale come un’appendice della legge economica del plusvalore (che è la ragion d’essere della produzione capitalistica) mentre si preferirebbe che essa scaturisse dalla teoria materialistica dialettica della conoscenza.

Se ne conclude senza dubbio che non c’è nell’opera di Marx teoria della scienza che sia fondamentale, poiché essa non sarebbe che una conseguenza delle leggi economiche della produzione che Marx non studia che in condizioni storiche determinate: le condizioni capitalistiche che pongono la legge dell’accrescimento indefinito del plusvalore, per la qual cosa non poteva bastare l’allungamento della giornata di lavoro, perché questo incontra necessariamente un limite; così vi si supplisce con l’aumento della produttività, che non conosce limiti.

È come conseguenza di questa legge, e come strumento del plusvalore relativo, che la scienza in qualche modo è trattata nel Capitale, indirettamente.

Ora questo non significa che non ci sia nell’opera di Marx una teoria metodica, logica, completa della scienza, ed il fatto che egli ne parla in condizioni storiche date non deve impedire di rendersene conto. Il non farlo sarebbe togliere ogni valore al suo metodo che consiste nel passare dall’apparenza all’essenza delle cose.

Certo, il suo scopo è quello di definire, di arrivare a un’analisi il più ravvicinata possibile dei rapporti sociali di produzione che definiscono il capitale. Ma se la scienza, come condizione del plusvalore, aiuta a descrivere il meccanismo fondamentale, l’essenza del capitale, anche il contrario è possibile e questo funzionamento del capitale, questa necessità del plusvalore determina la comparsa della scienza, le dà la sua ragione d’essere.

C’è, dunque, una definizione della scienza da parte di Marx, e che essa non appartenga a una gnoseologia “assoluta” (basata per esempio sulla nozione astratta di materialismo dialettico o di prassi), lungi dal toglierle valore, la rende “scientifica” nel senso marxista del termine, cioè conforme all’analisi critica delle condizioni sociali di produzione storicamente date, e non scaturente da principi formali.

1 Commento
  1. Grazie alla casa editrice Orthotes per queste pubblicazioni che fanno viver ai tempi presenti gli scritti di mio padre.

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