Nella storia della filosofia moderna Spinoza e Hegel incarnano due modalità paradigmatiche, ma concorrenti, di procedere alla fondazione della totalità dell’essere e del sapere in un principio unitario. Spinoza comprende tale fondamento come sostanza infinita, Hegel come soggetto o spirito assoluto. Tuttavia, confrontandosi con Spinoza, Hegel non ne ha semplicemente rifiutato le tesi, né si è limitato a contrapporre la propria filosofia a quella del pensatore olandese. Ha cercato, bensì, di integrare la posizione di Spinoza alla propria in modo da poterla superare speculativamente. Questo esige la “vera confutazione”.
I saggi qui raccolti ne esaminano la tenuta argomentativa e le implicazioni allo scopo di rintracciare lo Standpunkt facendo leva sul quale Hegel ha tentato di oltrepassare la “cieca necessità” della Sostanza per raggiungere la “libertà” del Soggetto.
Saggi di: Stefania Achella, Massimo Adinolfi, Gaetano Basileo, Emanuele Cafagna, Alessandra Campo, Klaus Düsing, Giulio Goria, Pierre Macherey, Lucia Maria Grazia Parente, Gaetano Rametta, Rocco Ronchi
Nella storia della filosofia moderna Spinoza e Hegel incarnano due modalità paradigmatiche, ma concorrenti, di procedere a una fondazione della totalità dell’essere e del sapere in un principio unitario. Mentre, infatti, Spinoza comprende tale fondamento come sostanza infinita, Hegel lo intende, piuttosto, come soggetto o spirito assoluto. Ciò nonostante, confrontandosi con Spinoza, Hegel non ne ha semplicemente rifiutato le tesi, né si è limitato a contrapporre la propria filosofia a quella del pensatore olandese. In alcuni capitoli centrali della Scienza della logica – quelli dedicati al passaggio dall’Assoluto al Concetto – ha cercato, bensì, di integrare la posizione di Spinoza alla propria e di produrne un superamento speculativo. Questo esige la “vera confutazione”. In conseguenza di ciò, all’interno del sistema hegeliano, la concezione spinoziana dell’«unico sostanziale» che consente ogni vera veduta filosofica è assunta come vera, ma limitatamente: essa viene compresa come un momento costitutivo, ma iniziale, del processo d’autodeterminazione della soggettività assoluta, e dunque come un momento che deve essere necessariamente superato (aufgehoben).
Tuttavia, nel corso degli anni l’interpretazione hegeliana di Spinoza ha sollevato due diversi ordini di questioni: il primo riguarda il ruolo che Hegel, entro la propria speculazione, attribuisce alla sua lettura di Spinoza, vale a dire l’uso che ne fa e il fine per il quale la formula; il secondo concerne il vasto dibattito che questa lettura ha suscitato e che ha preso in esame le ricadute sia teoretiche, sia teologiche, sia, infine, politico-morali, generate dalla comprensione del principio in termini di sostanza o di soggetto. In Francia, ad esempio, la ripresa di questo dibattito ha scandito momenti importanti della storia della filosofia moderna e contemporanea: basti pensare a studiosi come Marcel Gueroult, Gilles Deleuze, Louis Althusser, Pierre Macherey, Pierre François Moreau, Alexandre Matheron. Ma anche in Germania l’articolazione della posta in gioco nell’alternativa Spinoza-Hegel è stata messa a punto efficacemente: si pensi, in proposito, ai classici lavori di Wolfgang Bartuschat, Klaus Düsing, Vittorio Hösle e, più recentemente, di Gunnar Hindrichs. E neppure l’Italia ha fatto eccezione: tra le altre, si ricordino almeno le riflessioni di Bertrando Spaventa, Giovanni Gentile, Biagio de Giovanni, Antonio Negri e Vittorio Morfino. Al fine di esaminare la tenuta argomentativa e le implicazioni dell’interpretazione hegeliana di Spinoza, nella primavera del 2023, la cattedra di Filosofia Teoretica dell’Università degli Studi di L’Aquila (professor Rocco Ronchi) ha organizzato un ciclo di seminari tematici durante i quali sono stati approfonditi e discussi criticamente alcuni dei passi della Scienza della logica in cui ha luogo il corpo a corpo tra i due filosofi. In particolare, si è scelto di fare oggetto di analisi e commento specifico il terzo capitolo della Dottrina dell’Essenza, dedicato all’esame della “Realtà” (Wirklichkeit), assieme al primo capitolo della Dottrina del Concetto. Con ciò non si è voluto negare l’importanza che altri passi di questa stessa opera, o delle Lezioni sulla storia della filosofia, rivestono per una piena intelligenza della Auseinandersetzung tra lo Hegel maturo e Spinoza né, d’altra parte, si è così tentato di passare sotto silenzio l’adesione alla concezione “spinoziana” dell’assoluto come sostanza che caratterizza la prospettiva filosofica del primo Hegel jenese.
[Dall’Introduzione di Gaetano Basileo e Alessandra Campo]