Giacomo Lampredi

Giacomo Lampredi è assegnista di ricerca in sociologia generale presso il Dipartimento di Scienze Sociali e Politiche dell’Università degli Studi di Milano. I suoi interessi di ricerca ruotano attorno alla sociologia delle emozioni, all’ etica della cura e alle diverse forme di attivismo. Tra le sue ultime pubblicazioni: Emozioni e coinvolgimento (Quaderni di Teoria Sociale), The intimate life of criminalization. Affective governance in contentious migrant solidarity (Ethnic and Racial Studies) e Activist care: Acts of care as acts of citizenship (International Journal of Care and Caring).

Le emozioni si manifestano nel coinvolgimento che le persone hanno tra di loro, con il mondo e con la loro storia. L’approccio qui adottato mira a qualificare le emozioni come pratiche coinvolte in grovigli relazionali composti da legami tra loro anche molto diversi. Possiamo avere accesso alle emozioni, quindi, solo attraverso le trasformazioni che esse esercitano sulle persone, sulle loro azioni e sul loro modo di esperire i vincoli morali. Pertanto, non ci concentreremo in questa sezione sull’analisi di singole emozioni, ma nell’esplorare le situazioni concrete in cui l’esperienza emozionale delle persone si armonizza in particolari geometrie di coinvolgimento. Il centro dell’analisi si sposta quindi da ciò che affettivamente esperisce l’individuo alla tensione tra questi e gli eventi in cui si trova coinvolto.

Nel proprio essere coinvolti, le persone possono seguire e dare per scontato un sentiero di azione, fatto di presupposti e conoscenze tacite. È ciò che nel capitolo 3 è stato chiamato abitudine affettiva. Le abitudini affettive rappresentano inclinazioni a privilegiare e dare importanza a determinati stimoli affettivi rispetto ad altri, spesso operanti a livello preconscio e in ciò che è dato per scontato. Tuttavia, le abitudini affettive sono sempre, in gradi diversi, destinate a rompersi. Ogni affettività è guidata da valenze e rilevanze particolari che dirigono l’attenzione di un individuo o di un gruppo sociale, fino a quando non entra in scena l’occasione della loro rottura. Di fronte all’inatteso, all’insolito e al sorprendente, la continuità delle azioni si inceppa e si arresta, inducendo gli individui a riflettere sui propri affetti, sulle proprie relazioni e su ciò che adesso è messo in crisi. Tale riflessività è costitutiva della rottura e può sconvolgere in profondità i modi in cui le persone sono coinvolte.

Ciò che andremo a descrivere in questo paragrafo sono pertanto le situazioni e i momenti in cui le abitudini affettive si rompono, promuovendo riflessività tramite la sorpresa, lo sconcerto, il dubbio e altre emozioni epistemiche. Si tratta di rotture di fronte a responsabilità inattese che prendono forma nell’irruzione dell’altro. L’inatteso, l’estraneo e lo sconvolgente conducono alla riflessività sulle proprie emozioni riorientando ciò che moralmente dovremmo provare in una situazione (feeling rules). Questi episodi di rottura hanno un’importanza cruciale nella vita dei coinvolti. In essi si trova la possibilità di configurare il prendersi cura come una pratica etica della trasformazione. Il prendersi cura si configura attorno a ciò che si ridefinisce nel suo essere sorprendente.

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