Le vite familiari dei giovani italiani sono spesso rappresentate nel dibattito pubblico attraverso narrazioni statiche e stereotipate, segnate da una visione deficitaria. Questo volume propone uno sguardo alternativo, mettendo a confronto i più recenti approcci degli youth studies – transizionale, culturalista, socio-strutturale e della mobilità geografica – con i dati raccolti dall’Osservatorio Giovani dell’Istituto Toniolo di Milano. Attraverso questa lente, si esplora l’ipotesi della “singolarizzazione” come processo emergente nella trasformazione delle relazioni familiari, evidenziandone tanto i limiti quanto le potenzialità: dal consolidamento dell’asse genitori-figli alla parziale decostruzione dei rapporti di genere, dalle uscite temporanee dalla famiglia d’origine al valore della singleness, fino ai cambiamenti nelle relazioni di intimità e nei significati attribuiti alla genitorialità. Per i giovani, adottare la logica della singolarità significa rivendicare la propria unicità e il diritto di compiere scelte non convenzionali, riconoscendo al contempo il bisogno di relazioni fondate sul sostegno reciproco e sul mutuo riconoscimento. È nelle relazioni affettive e familiari che questa tensione si manifesta con maggiore forza.
La questione del declino demografico in Italia e delle politiche necessarie per contrastarlo è un tema centrale nel dibattito pubblico, alla luce delle conseguenze che questa tendenza sta progressivamente generando sulla tenuta complessiva della società italiana.
Al cuore di questa discussione si pone una domanda cruciale: quali sono le cause della crisi di generatività nel nostro Paese? Questo interrogativo ne sottende altri che stanno a monte di portata più ampia che costituiscono l’oggetto di riflessione del presente volume. Siamo di fronte a un rallentamento della transizione verso l’età adulta o a una trasformazione antropologica più profonda? Le determinanti di questo fenomeno sono prevalentemente di natura strutturale e materiale, oppure culturale? Quali modelli di socializzazione alla vita familiare hanno sperimentato i giovani nelle loro famiglie d’origine e in che modo costruiscono nuovi legami affettivi e di intimità? In che misura lo scenario italiano si differenzia da quello europeo?
Per affrontare queste domande, il volume si articola in diverse sezioni.
Il primo capitolo introduce il campo degli youth studies, delineando questo ambito di ricerca multidisciplinare e presentando quattro approcci allo studio della vita familiare dei giovani: transizionale, culturalista, strutturale e della mobilità geografica.
A partire da questo quadro, il secondo capitolo espone la prospettiva interpretativa che guida l’intero lavoro. L’impianto teorico si fonda sul contributo di Margaret Archer, in particolare sulla sua concezione dei processi culturali, considerati in stretta relazione con i mutamenti della struttura sociale e dell’agency degli attori. Nello specifico, si ipotizza che le relazioni familiari stiano subendo una trasformazione profonda, orientate da un lato verso una crescente singolarizzazione dei percorsi di vita dei giovani e, dall’altro, verso un aumento del livello di interdipendenza con i membri della famiglia d’origine.
L’ipotesi viene messa alla prova attraverso l’analisi empirica che si sviluppa nei tre capitoli successivi sulla base dei dati raccolti dall’Osservatorio Giovani dell’Istituto Toniolo di Milano tra il 2016 e il 2024.
Il terzo capitolo esamina i cambiamenti della struttura demografica e dei modelli culturali, ponendo a confronto i ruoli di genere familiari sperimentati dai giovani nella famiglia d’origine con le loro prefigurazioni future.
Il quarto capitolo approfondisce le esperienze abitative, i processi di rinegoziazione degli spazi domestici all’interno della famiglia d’origine e le diverse modalità dell’abitare, sia interne che esterne al nucleo familiare.
Il quinto capitolo analizza le trasformazioni nelle relazioni affettive e nelle scelte procreative, esplorando il valore attribuito alla condizione affettiva dei single, l’idea di amore come relazione “non condizionata” e la genitorialità come opzione aperta accanto all’orientamento child-free.
Infine, nelle conclusioni si riflette sulla plausibilità dell’ipotesi della singolarizzazione, valutandone le implicazioni sulle traiettorie affettive e familiari e discutendone le conseguenze in termini di policy.