«Cè nel fascismo un nichilismo realizzato» scrivono Gilles Deleuze e Félix Guattari, «giacché, diversamente dallo Stato totalitario che si sforza di bloccare tutte le possibili linee di fuga, il fascismo si costruisce una linea di fuga intensa, che trasforma in linea di distruzione e di abolizione pura. È strano come sin dall’inizio i nazisti annunciassero alla Germania quel che avrebbero portato: a un tempo nozze e morte, anche la loro propria morte, e la morte dei Tedeschi».

Per quanto eterogenee e difficili da ricostruire in modo univoco, le vicende del fascismo sembrano snodarsi seguendo l’ordine di alcune tappe: il fascismo è un complesso ideologico, rituale e politico che mette capo a un dispositivo militare lanciato verso la propria distruzione. L’ideologia razzista, i rituali, le prassi policratiche di governo, diventano la premessa per la costruzione di una macchina da guerra che ha il significato di un grande esperimento suicidario. Nata per proteggere e riterritorializzare a Est il popolo-nazione tedesco, la macchina si insubordina molto presto a qualsiasi compito che non sia quello della distruzione. Il fascismo voleva produrre l’“autentico” soggetto tedesco, seminare il mondo con maestose rovine capaci di testimoniare la vittoria sulla morte, ma il vortice della sua caduta ha prodotto soltanto la polvere di una catastrofe.

Wotan

In un saggio uscito per la prima volta nel 1940 – Mitra e Varuna – Georges Dumézil propone l’analisi di due paradigmi della sovranità indo-europea che ritiene validi per le società antiche ma che Deleuze in Mille piani utilizza anche per la nostra. Nella religione vedica questi paradigmi sono personificati dagli dei Mitra e Varuna. Le figure in cui la sovranità si trova spartita sono il dio-giurista e il dio-mago. Mitra il giurista è il garante dei patti, presiede al mutuum, cioè allo scambio equo. Gli uomini istituiscono un mutuum quando si legano tra di loro dando a ciascuno il dovuto. Il mutuum riguarda gli scambi in cui il valore dei beni è certo: un sacrificio che rispetta le prescrizioni, un affare onesto, il compenso di un lavoro fatto a regola d’arte, stanno sotto la protezione di Mitra. Egli rappresenta la divinizzazione degli atti giuridici e degli effetti che questi atti producono, gli stati d’animo e i rapporti di potere che instaurano. La sovranità di Mitra definisce «la compensazione dei diritti e dei doveri che costituisce la legge formale dello Stato». Varuna il mago, il facitore dei nodi e dei veli, è invece il dio dell’incertezza. Egli non ha a che fare con il mutuum ma con il nexum, il legame problematico e instabile. Varuna si occupa degli uomini che hanno sacrificato male (troppo o troppo poco): un gesto maldestro o fuori misura, una parola o un silenzio fuori luogo, una velocità inopportuna nell’azione cultuale, innescano una vicenda dall’esito incerto perché rompono l’equilibrio dell’incontro e misconoscono il ruolo che il rito assegna agli attori.

Recensioni

202030lug2:00 pmLe parole e le cose: Un’introduzione alla vita nazistadi Giacomo Mormino2:00 pm Le parole e le cose, MilanoRassegna stampa:La caduta. Fascismo e macchina da guerra

202002apr2:00 pmSovrapposizioni: Essere-per-la-cadutadi A.H. Toska2:00 pm Sovrapposizioni, MilanoRassegna stampa:La caduta. Fascismo e macchina da guerra

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