Le fake news come fatto sociale emergente, A. Marcelli, F. Vinci (cur.)

La crescente diffusione delle fake news costituisce uno dei fenomeni sociali maggiormente indicativi della complessità delle società contemporanee. Gli effetti negativi della loro propagazione non riguardano, infatti, solo molteplici e diversi ambiti disciplinari ma investono più profondamente i contemporanei processi di sociogenesi.

Allontanandosi da un’analisi meramente sistemica e tecno-centrica del fenomeno, gli autori e le autrici di questo volume propongono di osservare le fake news da angoli disciplinari differenti. Dall’analisi emergono due distinte ma, al tempo stesso, intrecciate direzioni di ricerca. La prima, di natura epistemologica, riguarda la sfaccettata comprensione disciplinare delle fake news: i meccanismi sociali che le generano e, soprattutto, i loro molteplici effetti sulla vita democratica degli individui. La seconda, di natura metodologica, riguarda la costituzione di una pratica di ricerca sociale interdisciplinare: le situazioni e le modalità attraverso cui può realizzarsi e le sue conseguenze per l’analisi del fenomeno oggetto di studio.

Saggi di: Carlo Caserio, Domenica Federico, Angelina Marcelli, Antonella Notte, Elisa Tira, Fiorella Vinci

Le fake news non rappresentano un fenomeno che è possibile constatare esclusivamente nelle società contemporanee. Canfora, nel suo libro La storia falsa, ricomprende le notizie false nel più ampio spettro della disinformazione politica e sottolinea come uno dei primi esempi noti si trovi in Tucidide e sia costituito, oltre quattro secoli prima di Cristo, dalla lettera falsa che lo spartano Pausania recapitò al re dei persiani Serse con il fine di negoziare con i persiani il controllo politico su Sparta e la Grecia. L’autore evidenzia la ricorrenza storica esistente tra disinformazione e potere politico e al contempo invita a investigare le forme che essa assume nelle società contemporanee.

Oggi, per effetto soprattutto della rivoluzione digitale, ma non solo, la disinformazione acquista nuove morfologie e nuove risonanze, risente di processi più generali di metamorfosi nei modi di generare e di trasmettere la conoscenza ma anche nei modi di percepire il mondo e di vivere in esso.

Il rapporto tra disinformazione e potere politico si rivela centrale per la sociologia politica contemporanea proprio perché per un verso appare un “dato storico”, un elemento ricorrente nella lotta per la conquista della dominazione politica, per un altro, offre informazioni fondamentali sulle contemporanee trasformazioni della lotta per l’egemonia politica. L’innovazione di cui il rapporto tra disinformazione e potere politico è vettore appare particolarmente interessante soprattutto in riferimento ai sistemi democratici, la sua analisi permette, infatti, di fugare immediatamente l’idea che in questi ultimi il potere politico sia al riparo da forme di disinformazione pubblica e invita, piuttosto, ad approfondire lo studio delle funzioni che la disinformazione svolge nelle morfogenesi delle società democratiche.

Come si configura la disinformazione pubblica nelle contemporanee società democratiche? Come influenza tra i cittadini la nascita e lo sviluppo di modi di pensare e di agire democratici? E soprattutto, la sociologia politica quali risposte può offrire a simili domande?

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