Enzo Paci

Enzo Paci (1911-1976) è stato il più importante esponente della filosofia fenomenologica italiana. Professore di filosofia teoretica prima all’Università di Pavia e in seguito alla Statale di Milano, ha fondato la rivista aut aut.

Dalla Prefazione
di Pier Aldo Rovatti

Aessant’anni dalla pubblicazione del Diario fenomenologico di Enzo Paci, eppure è di una straordinaria attualità. Dobbiamo leggerlo, o rileggerlo, capire quanto ci serve per comprendere un pensiero che crediamo di esserci ormai lasciato alle spalle, sbagliando, ma soprattutto per apprezzare e utilizzare un gesto filosofico di cui proprio adesso avvertiamo la mancanza, nella palude culturale nella quale spesso annaspiamo cercando almeno di tenerci a galla.

Diario fenomenologico, cominciamo dal titolo non prendendolo alla leggera, cioè senza presumere che la parola “diario” sia ovvia e già incorniciata nelle regole di un genere letterario di cui sappiamo tutto, perché qui – tra il 1956 e il 1961 – uno dei più acuti pensatori italiani del dopoguerra prova a compiere un “esercizio” di consapevolezza per attraversare la fenomenologia di Husserl, con un approfondimento tanto più perspicuo quanto inanellato di continuo con i fatti della realtà culturale, vissuti davvero in prima persona e a tutto campo. Così anche l’altra parola del titolo, “fenomenologico”, non è un’auto-attribuzione accidentale, bensì il salto di qualità su cui ogni lettore non frettoloso è chiamato a riflettere per mettersi in causa a propria volta.

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