Diego Lanzi insegna Economia Politica presso l’Università di Bologna. Tra i suoi libri in lingua italiana ricordiamo Povertà di che cosa? Risorse, opportunità, capacità (Bologna 2007), Economia dell’Ambiente (Bologna 2022), Il secolo breve della macroeconomia (Bologna 2023) e Antipop. Stili, dischi e controcultura (Roma 2023).
Domesticazione, dal latino domesticus, “appartenente alla famiglia”, è un termine derivato da domus, casa. Addomesticare significa, quindi, integrare qualcosa o qualcuno nell’organizzazione, e nella vita, della domus.
Il passaggio dalle virtù eroico-guerriere alle virtù civiche, necessarie per l’urbanizzazione, la convivenza civile e la creazione della città (polis), doveva essere accompagnato da un progressiva domesticazione dell’ira funesta. Pertanto, l’affermarsi del mito di fondazione della polis fu accompagnato da una graduale crisi della cultura dell’ira sublime ed epica.
L’autore di questo passaggio epocale fu Platone. Nel Fedro introduce un nuovo tipo di furore, una nuova ossessione violenta: l’imparziale mania per la scienza illuminata, per la comprensione e l’evoluzione delle idee stante alla base di una nuova disciplina, la filosofia. I presupposti meniaci dell’ira sublime devono essere sostituiti con la valutazione logica dell’utilità dell’ira per la vita della polis. Ad esempio, i residui dell’ira eroica possono essere utili per la difesa della città ed i suoi affetti esitare nell’idea di virilità (andreia).
Non meno importante, nel Protagora, Platone fa narrare al grande sofista un apologo. Epimeteo, incaricato da Zeus di distribuire tra gli animali viventi doti naturali, si dimentica gli umani lasciandoli privi di ogni strumento corporeo di sopravvivenza. Il furto di Prometeo assegnò all’uomo capacità tecniche, ma la saggezza politica (sophia politike) rimase presso Zeus. Senza di essa la tecnica non serviva a nulla. Allora il padre degli dèi assegnò ad ogni uomo i fondamenti morali della dimensione politica: rispetto e giustizia. La “virtù politica” consentì di dare corpo nella polis alla potenza prometeica (Protagora, 320C-323A).
Lo spazio politico della legge diventa così uno spazio intermedio, neutro, universale, proprio quello spazio tra società degli dèi e quella degli uomini inesistente nel mondo omerico. Per di più, la convivenza e l’amicizia civile, imprescindibili per il fiorire della città, necessitano della cura dello thymos, della sua protezione da offese e pretese ingiuste. Senza il coraggio dei cittadini in difesa del bene e del giusto, nessuna città potrà resistere nel tempo.
Ne la Republica, coerentemente, Platone costruisce una vera e propria dottrina timotica come parte costituente nella sua teoria dell’anima.
In primo luogo, thymos – letteralmente orgoglio, ma in senso lato l’insieme di impulsi reattivi dell’anima – ha la capacità di mettere una persona contro se stessa. La perdita di stima di sé porta ad una giusta riprovazione, ad un biasimo di se stessi, colmo di rabbia, che giace alla base del miglioramento personale. In tal senso, lo thymos costituisce parte cruciale dell’assertività della persona.