Enzo Paci, Diario fenomenologico

Il Diario fenomenologico si sviluppa tra gli anni 1956 e 1961 e racconta parti della vita quotidiana dell’autore. Attraverso l’osservazione di eventi sociali e naturali, l’analisi di testi classici, i dialoghi con alcuni dei più importanti filosofi europei degli anni Sessanta (Banfi, Gurwitch, Merleau-Ponty, Ricœur, Sartre), Paci racconta il vivo farsi e l’evolversi del suo pensiero, tenendo fede all’obiettivo che ha caratterizzato tutta la sua attività scientifica: «influenzare la filosofia e la cultura italiane con la fenomenologia».

Finalmente ripubblicate a sessant’anni dalla prima edizione, queste pagine testimoniano la lezione del grande fenomenologo: non cessare l’esplorazione del mondo, non adagiarsi nel senso comune, risvegliare i significati dormienti. Una lezione che ha echi e ricadute in tutte le scienze umane.

13 aprile 1956

Percepiamo ad ogni istante, perché ad ogni istante lo viviamo, ciò che per l’intelletto è un paradosso: il consumarsi della nostra vita che è nuova vita. Ma, proprio perché questo percepiamo, bisogna che il passato che consumiamo, come il carbone prodotto dal consolidarsi delle foreste dell’èra paleozoica, sia una realtà; che le foreste siano state una realtà; che prima delle foreste, all’infinito, sia stato una realtà il passato che le ha formate e le ha fatte emergere, consumare, morire, per trasformarle infine in carbone. Ed infatti proprio questa realtà percepiamo: la percezione del calore che oggi mi scalda è anche la percezione della realtà di quelle foreste che sono vissute prima di me, circa trecento milioni di anni prima che l’uomo apparisse sulla terra. E se non dogmatizzo la mia percezione in un discorso astratto sento, anche quando non so qual era, che c’è stata un’esistenza sulla terra prima dell’uomo, un’esistenza prima di ciò che si usa chiamare vita, un’esistenza che ha sempre avuto prima di sé un’altra esistenza, all’infinito. Un’altra esistenza prima della mia, prima della vita dell’uomo, prima dell’esistenza della terra, del sistema solare, delle galassie. Forse per questo, oggi, posso sentire mia l’esistenza di ciò che è altro da me.

Recensioni

202116mar2:00 pmIl “Diario fenomenologico” di Enzo Paci, sessant’anni dopodi Massimo Cerulo2:00 pm Huffington Post, RomaRassegna stampa:Diario fenomenologico

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