Carlo Brentari

Carlo Brentari (Cles, 1974) è ricercatore presso il Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Trento. Nel 2002 ha conseguito un dottorato in filosofia alla Karl-Franzens-Universität di Graz (Austria). Si occupa di etica ambientale, antropologia filosofica e filosofia della natura. Ha pubblicato: Jakob von Uexküll. The Discovery of the Umwelt between Biosemiotics and Theoretical Biology (Dordrecht 2015) e La nascita della coscienza simbolica. L’antropologia filosofica di Susanne Langer (Trento 2007).

Il realismo hartmanniano

Hartmann è un deciso realista. Di fronte a ciò che è, per Hartmann l’uomo esperimenta – contestualmente ai rapporti conoscitivi o emozionali con la realtà e in maniera inscindibilmente legata ad essi – un’originaria resistenza degli enti, che lo rendono originariamente convinto dell’esistenza anteriore degli enti stessi e della loro radicale indipendenza dall’essere-colti da un soggetto o dall’entrare in relazione con essi. Nell’essere reale questa «maniera di datità» degli enti è estremamente intensa: «la realtà s’impone. Essa non viene esperimentata soltanto nel conoscere, ma anche nell’esperienza vissuta, nel subire, nell’essere colpito dell’uomo da parte degli eventi, e anche nel suo essere colpito in anticipo e di rimando. Essa sorprende l’uomo, e nella sorpresa lo fa convinto di se stessa». Ma, sia pure con minore intensità, la convinzione che gli enti esistono indipendentemente dal soggetto nasce anche contestualmente agli atti conoscitivi rivolti agli enti ideali: «quando in generale la coscienza si solleva alla comprensione delle pure entità matematiche» – scrive Hartmann – «urta in esse contro un’identica salda determinatezza ch’essa non può affatto diminuire. […] Essa sa benissimo che non ha la libertà di porre ao = 0».

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