Georges Canguilhem, Bisogni e tendenze

L’antologia Bisogni e tendenze è pubblicata da Canguilhem nella seconda metà del 1952, precedendo di qualche mese soltanto la più celebre Conoscenza della vita. E in effetti i due testi si prestano ad essere letti in parallelo come se fossero due volumi complementari, nei quali la silloge compresa in Bisogni e tendenze sembra voler fornire il necessario supporto testuale, la selezione di testi indispensabile a illuminare la raccolta di saggi originali presentati nel volume maggiore. Perciò questa raccolta di carattere scolastico e dal taglio divulgativo mira alla definizione di due fondamentali categorie di “filosofia biologica” – la tendenza e il bisogno – esemplificando in maniera molto efficace l’interesse non soltanto epistemologico, ma propriamente filosofico, di Canguilhem per una filosofia dei valori vitali negativi.

L’antologia Bisogni e tendenze è pubblicata da Canguilhem nella seconda metà del 1952 precedendo di qualche mese soltanto la più celebre Conoscenza della vita. E in effetti i due testi si prestano a essere letti in parallelo, come due volumi complementari, dato che la silloge compresa in Bisogni e tendenze sembra voler fornire il necessario supporto testuale, la selezione di testi indispensabile a illuminare la raccolta di saggi originali presentati nella Conoscenza della vita. D’altra parte il progetto generale di Canguilhem nei primi anni Cinquanta sembra essere quello di definire le grandi linee di una «filosofia biologica» (philosophie biologique) che non si riduca né alle generalità di una mera «filosofia della biologia» e nemmeno alle banalità di una vaga «filosofia della vita», ma si presenti invece come una riflessione interdisciplinare in grado di introdurre a quelli che sono i «problemi umani concreti» sollecitando un umanismo vero. Inoltre – come ha sottolineato Camille Limoges nella presentazione alla riedizione di Besoins et tendances nell’ambito delle Œuvres completès di Canguilhem – non dobbiamo dimenticare che l’uso delle selezioni di testi appartiene al nostro autore fin dal principio della sua attività di insegnante. Difatti, «fin dall’inizio del suo insegnamento nei primi anni Trenta [Canguilhem] aveva preso l’abitudine, a sostegno del suo corso di filosofia, di mettere a disposizione dei suoi studenti alcuni testi scelti […]. Il Fonds Canguilhem contiene numerose tracce di questa pratica mantenuta anche nei suoi anni di insegnamento a Tolosa, dal 1936 al 1940». Perciò è molto probabile che già in questo periodo «Egli avesse elaborato il progetto di pubblicare alcune selezioni di testi».

Nella Presentazione della collana Canguilhem espone i princìpi pedagogici di questa impresa editoriale, definendo contestualmente una certa concezione dell’insegnamento della filosofia, in base alla quale la selezione dei morceaux choisis è espressamente operata contro la moda dei manuali scolastici. Canguilhem in effetti è fermamente convinto che per i giovani sia più importante riflettere su brani scelti di autori (meglio se grandi) confrontandosi con tutta la loro complessità, che studiare su riassunti di seconda mano, i quali finiscono inevitabilmente per svilire la stessa qualità del ragionamento filosofico. Perciò la raccolta Bisogni e tendenze è esplicitamente concepita – precisa Canguilhem – ad uso di studenti e docenti delle classi terminali dell’insegnamento secondario al fine di fornire «solidi rudimenti e insiemi coerenti», cioè «una materia prima su cui potrà esercitarsi un lavoro di analisi, di critica o di approfondimento, ma sopratutto uno sforzo individuale o collettivo di messa in forma» (cfr. supra, p …), e questo sforzo ha appunto l’obiettivo di dispensare dal riassunto convenzionale favorendo la conoscenza diretta di autori e testi (benché frammentaria). Se è vero che nella difficoltà filosofica vi sono sempre dei gradi – chiosa Canguilhem – qui si tratterà di partire dalla base, cioè dall’elementare.

I princìpi che guidano la selezione canguilhemiana sono molto precisi: 1) Si preferirà un testo antico a un testo moderno; 2) un testo originale a un commento; 3) non si proporranno brani di docenti in attività; 4) tuttavia si distingueranno i contributi di scienziati, artisti e tecnici: mentre in ambito filosofico la selezione partirà dal passato, nell’ambito delle scienze e delle tecniche inizierà dal presente; 5) si distinguerà la posizione dei problemi dal loro esame; 6) ogni raccolta obbedirà ad un piano che assomiglierà più ad un corso che ad un programma, al fine di garantire l’indipendenza della filosofia, cosicché «la filosofia come problema non scomparirà dietro alla filosofia come programma» (p…); 7) oltre a testi filosofici o letterari si proporranno anche documenti o estratti da lavori scientifici; infine 8) tutti questi princìpi concorrono alla definizione di un «metodo di lavoro» in base al quale, certo, attraverso il piano che precede ogni raccolta, e non fornendo volutamente indicazioni di lettura, «l’autore della raccolta orienta il testo (perché ignorarlo?) attraverso l’inserimento, l’ordine e l’inquadramento – eppure non lo sollecita». Orientare senza sollecitare significa non imporre un’interpretazione predeterminata, ma lasciare al montaggio dei testi una certa latitudine d’azione, un margine di gioco in cui diverse combinazioni possono essere ugualmente legittime. Perciò – Canguilhem sottolinea – «Ciascuno potrà esercitarsi a completare secondo il proprio gusto o l’opportunità ciò che era stato intenzionalmente lasciato allo stadio di abbozzo o lacunoso [perché] Ci sono diversi modo di utilizzare queste raccolte – compresi quelli a cui gli autori non hanno pensato, e che forse non sono i peggiori».

[dalla Postfazione di Filippo Domenicali]

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