Bernard Stiegler

Bernard Stiegler (1952-2020) è stato tra i filosofi francesi più influenti degli ultimi decenni. Direttore del Collège International de Philosophie, professore all’Université de Technologie di Compiègne e professore invitato a Nanjing, Stiegler si è avvicinato alla filosofia durante gli anni di detenzione nel carcere di Saint-Michel e Muret. A partire dagli anni ’80 ha curato mostre, diretto centri di ricerca e pubblicato numerosi saggi. Nel 2010 ha fondato una propria scuola filosofica, Pharmakon.fr., che ha diretto fino alla sua scomparsa.

Noi stessi, terrestri del XXI secolo, che non usciamo da alcuna guerra mondiale e che formiamo il genere umano, sappiamo ormai che potremmo autodistruggerci. E se fino ad allora la possibilità di una tale estinzione del genere non era mai stata concepibile se non come prezzo della collera di Dio – del peccato originale –, non vi è più alcun riferimento religioso all’origine di questo estremo pessimismo planetario.

La causa di questo umore, brutalmente aggravato nell’autunno del 2009 dal fallimento del vertice di Copenaghen, è una guerra economica senza pietà: un conflitto silenzioso, di un’ipocrisia insondabile, una lotta costante ed estenuante per la Terra e i suoi abitanti, che lascia un miliardo di loro in una miseria economica abominevole, mentre rovina l’intero mondo umano sempre più rapidamente e irreversibilmente, di modo che, in questa guerra mascherata da pace, a brevissimo termine non possono esserci che perdenti.

Questa guerra è la mondializzazione, in cui le tecnologie industriali sono divenute armi di distruzione degli ecosistemi, delle strutture sociali e degli apparati psichici. Se è giunto il tempo di un armistizio e con esso la negoziazione di un nuovo trattato di pace, che sarebbe anche un nuovo contratto non soltanto sociale, ma scientifico, tecnologico e mondiale; se troppe rovine si sono accumulate in nome dello “sviluppo” e della concorrenza economica, si impone allora una questione preliminare: quale rapporto con la tecnica e le tecnologie permetterebbe di pensare la ricostruzione di un’avvenire mondiale?

La crisi economica del 2007 e del 2008 ha rivelato la natura profondamente distruttiva del sistema industriale planetarizzato. Ciascuno ormai sa che è impossibile perseguire questa mis-crescita [mécroissance] che è la guerra economica mondiale, mascherata da pace consumistica dallo psicopotere del marketing. Ma nessuno vede come sia possibile ritrovare il cammino per una crescita e uno sviluppo pacifici. È la combinazione di questo sapere e di questo non-sapere che diffonde il sentimento apocalittico quotidiano in cui si avverte e si sa che qualcosa è giunto alla sua fine.

Bernard Stiegler
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