Silvia Pegoraro
Silvia Pegoraro

Silvia Pegoraro, critica e storica dell’arte, progettista e curatrice di mostre indipendente, si è laureata all'Università di Bologna, e ha conseguito il Dottorato di ricerca presso la stessa Università. Qui ha collaborato, come docente a contratto, con la Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali, per l’insegnamento di Sociologia dell’arte, tenendo nel frattempo, per diversi anni, corsi di Teoria e Fenomenologia della Critica al Master per Curator all’Accademia di Brera di Milano. Ha fatto parte della redazione della rivista “Parol ‒ Quaderni d’arte”, edita dall’Istituto di Estetica dell’Università di Bologna, e collaborato con altre riviste d’arte, di letteratura e di estetica, tra cui “Il Verri” e la “Rivista di filologia e critica”, oltre che con “Il Corriere della sera” e con “Il Messaggero”.

Fantasmi di luce

Fantasmi di luce. L’arte come disarticolazione visionaria del reale

La famosa affermazione di Cézanne: “Io vi devo la verità in pittura, e ve la darò”, fu ripresa per la prima volta dallo storico dell’arte francese Hubert Damisch nel suo testo Otto tesi pro (o contro?) una semiologia della pittura, del 1978, e nello stesso anno divenne occasione di una più ampia discussione nell’opera di Jacques Derrida La verità in pittura. Qui, Derrida rifiutava la distinzione tra il dipinto e la cornice, l’ergon e il parergon, che aveva permesso a filosofi come Kant di individuare un regno dell’arte autonomo e inattaccabile. Derrida, al contrario, insisteva sul fatto che la cornice è sempre permeabile, e permette al mondo esterno di invadere l’opera d’arte. Arte e vita, dunque, come vasi comunicanti.

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