Antonio Scoppettuolo ha conseguito il dottorato di ricerca in Scienze filosofiche presso l’Università di Napoli “Federico II”, è docente a contratto di Bioetica e conoscenza e Filosofia dell’azione presso l’Università Europea di Roma. È membro della Società italiana di Filosofia morale e della Società italiana di Neuroetica e Filosofia delle neuroscienze. Tra i suoi lavori si segnalano Etica economica e teoria dell’azione. Ragione, individuo e società in Raymond Boudon (2010) e Le dimensioni della cura. Vita morale e soggettività in Stan van Hooft (2023).
La cura non si dà come essenza o oggetto completo di conoscenza da acquisire nella sua datità, ma è al contempo produzione di significati ed energia in divenire mai uguale a se stessa in grado di generare esperienza morale. Non si tratta, quindi, di portare alla luce un dato fisso o una sostanza determinata, ma, come direbbe Cassirer, l’indagine deve concentrarsi in un campo di energia produttiva dello spirito che caratterizza le dinamiche cognitive, proattive e biologiche dell’esistenza. Per questa ragione, essa è un funzionamento simbolico che esprime qualcosa che si muove all’interno dallo spirito e nel substrato cognitivo.
È solo nella realtà oggettivata e non nelle ipotesi che la cura può essere rinvenuta ed è la sua possibilità di espressione che ci consente di interpretare atti e azioni come eticamente validi. È alla luce dell’esperienza curativa, quindi, che possiamo scorgere e conferire valore alle nostre azioni; essa, come suggerisce Van Hooft, è un campo d’interpretazione fenomenologica che si adopera per rilevare quanto non emerge nell’immediato perché situato in fondo alla vita soggettiva.