Antonio Moretti (1988) si occupa di storia della filosofia politica francese moderna e contemporanea. Si è addottorato in Etica e Filosofia della Persona presso l’Università Vita-Salute San Raffaele con una tesi sul concetto di governamentalità in Michel Foucault e ha curato la traduzione di testi di Pierre Joseph Proudhon e Jacques Rancière. È membro del CRISI (Centro di Ricerca Interdisciplinare di Storia delle Idee – Milano) e dell’Art of Living Research Group (ifilnova – Lisbona). È attualmente impegnato in un dottorato in storia del pensiero economico sulla genealogia dell’homo œconomicus.

L’ipotesi governamentale e la controversia biopolitica

La pubblicazione di Les aveux de la chair può rappresentare l’occasione per riaprire in Italia il dibattito su una delle categorie del pensiero foucaultiano maggiormente cariche di feconde implicazioni per lo studio della nostra attualità: il problema rappresentato dal concetto di governamentalità, inteso tanto come razionalità di governo, quanto come espressione dell’«interdipendenza tra le tecnologie del dominio e le tecnologie del sé» – e dalla relazione che lega l’una all’altra definizione.

Il testo postumo ritorna, infatti, sui temi della direzione di coscienza come ars artium e del potere pastorale, già affrontati nei Corsi e in alcune conferenze nei secondi anni Settanta, aggiungendo un altro tassello alla genealogia dell’arte di governo intesa come capacità di «strutturare il campo di azione possibile degli altri». Inoltre, il testo mette in evidenza una volta di più che il problema del governo, lungi dall’essere solo un tentativo passeggero tra il “momento biopolitico” e una presunta “svolta etica”, risulta essere centrale per comprendere tanto l’evoluzione dell’analitica del potere foucaultiana, quanto il problema degli ultimi anni, quello della cura di sé come etopioesi.

Qui si inserisce il nostro lavoro: nel solco delle ricerche che hanno preso seriamente in considerazione il portato etico-politico della nozione di governo come relazione di potere. È per questo che il compito che ci prefiggiamo è di ricostruire il percorso che ha portato Foucault all’elaborazione del problema della governamentalità, per metterne in luce lo stretto legame che essa intrattiene con la questione della verità, così da poter fornire, a nostro avviso, strumenti adatti ai tentativi contemporanei di “analitica del potere”, in grado cioè di incidere su questioni di importanza strategica nell’analisi della nostra attualità. Studiare le pratiche di governo contemporanee diventa oggi sempre più urgente perché ha a che fare con tutta una serie di fenomeni che si dispiegano a ogni livello della vita etico-politica di chiunque si trovi in un paese occidentalizzato: dalla perdita di rilevanza dello Stato a favore degli organismi transnazionali alla conseguente crisi della rappresentanza democratica, dall’egemonia dell’economico sulla politica in ogni forma alla governamentalizzazione dei comportamenti lavorativi, del tempo libero, al management di sé e degli altri legato alla figura neoliberale dell’imprenditore di sé; d’altro lato, l’analisi del potere nella forma della relazione di governo può intersecarsi fecondamente con le pratiche teoriche e di lotta inaugurate dalla ricerca e dalla militanza femminista, post-coloniale e ecologico-ambientalista.

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