Félix Guattari, Scritti per L’Anti-Edipo

Per tre anni Gilles Deleuze e Félix Guattari hanno lavorato insieme per concepire uno dei libri più importanti degli anni Settanta: L’Anti-Edipo (1972). Sulle modalità di questa collaborazione inedita, che Gilles Deleuze definirà in seguito «gruppuscolo», gli scritti qui presenti forniscono un chiarimento decisivo. Sono qui raccolti – in una selezione e presentazione di Stéphane Nadaud – i testi, i frammenti, le note e le correzioni di Félix Guattari relativi alla preparazione de L’Anti-Edipo. Essi consentono di comprendere, dall’interno, il funzionamento di «Deleuze-Guattari», questa straordinaria macchina teorica collettiva.

—«Non si tratta più di considerare Félix Guattari e Gilles Deleuze come i due autori di un libro scritto a quattro mani, ma di considerarli ciascuno come un “punto di soggettivazione temporanea” di una macchina che produce un enunciato necessariamente collettivo». (Stéphane Nadaud)

Affrontare L’Anti-Edipo significa lanciarsi all’assalto, di un’alta, altissima montagna, dove i passaggi più difficili sarebbero i primi da superare: il breve capitolo introduttivo, “Le macchine desideranti”, si immerge sin da subito nel “cuore” delle macchine e dello strano linguaggio che le caratterizza. Ma la posta in gioco è alta: non si tratta affatto di proporre un’ennesima concezione psicoanalitica: «Noi non chiediamo, avverte Guattari, di elaborare delle scene sostitutive, scena psico-drammatica, scena psicoanalitica, ma di abolire il soggetto attraverso la costruzione di agenti collettivi di enunciazione».
Neo-linguaggio? Forse. Ma l’essenziale è che funzioni e, «piuttosto che belare per le perdite del padre, del pene, dell’amore materno, perché non convertirsi – a un altro livello – al genere di follie di un Samuel Beckett». Conosciamo la critica mossa a Deleuze-Guattari su questo punto. E ci si chiede ancora come un libro tanto complicato abbia potuto conoscere un tale successo editoriale ed aver avuto un tale impatto. Ci si ricordi dell’eccellente parodia pubblicata su Actuel: «Gilles ha appena acquistato una Klossowski 750 nuova fiammante, un vero “mostro” che farà sognare molti lettori con i suoi quattro cilindri, le sue sei sintesi disgiuntive e il suo decodificatore a flussi invertiti. Félix, dal canto suo, preferisce la Ninietzsche 1880, più morbida e maneggevole, in realtà la replica “ribassata” della famosa Kafkaha 900, comprese la catena significante con cuscinetto a sfera e la libido vischiosa».
La cassetta degli attrezzi di Deleuze-Guattari si riempie e Guattari propone, lavora, riarticola i suoi concetti e quelli di Deleuze. Alcuni appariranno solo in filigrana ne L’Anti-Edipo, altri fonderanno la loro lingua sorprendente.
Gettarsi dunque, a capofitto, nel mare, il flusso schizo di Guattari.
Convertirvisi.
Nessun indice dei termini per questa lingua.
«Il solo criterio è che “funziona”».

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