In questo libro Gabriella Turnaturi, intrecciando la lettura dei saggi di Georg Simmel sul flirt e sull’amore con una selezione di testi letterari, conduce il lettore attraverso le difficoltà del discorso amoroso e le possibilità di assaporare a pieno una delle grandi esperienze formative della vita. L’esaltante consapevolezza dell’individualità ha segnato l’esperienza della modernità. Cosa è successo d’allora? Quali sono stati i frutti e le derive di quella stagione d’effervescenza dell’individuo e le sue conseguenze sulle relazioni e sul mondo emozionale? In che modo l’individualismo della tarda modernità manifesta ancora i segni e le cicatrici di quell’orgoglio dell’Io? La difesa più strenua della propria autonomia, la paura della dipendenza coniugata all’ansiosa e ansiogena ricerca di intimità, che caratterizza l’esperienza emozionale dei nostri giorni, sembra venire da lontano. Alla ricerca di quando e come abbia inizio l’odierna difficoltà delle relazioni amorose, l’autrice ripercorre le pagine di Georg Simmel sulle emozioni, sulle relazioni amorose e sulle moderne soggettività. La lettura di Simmel della modernità, come spazio di libera scelta e di assunzione di responsabilità, s’impone ancora come punto di partenza imprescindibile per chi si chieda quali siano oggi le possibilità e le strade ancora aperte all’individuo e alle sue interazioni. Per chi si chieda quali siano ancora le potenzialità di un individualismo virtuoso e in che modo si possano vivere relazioni amorose che siano anche amorevoli, che possano fare spazio all’Io e al Tu senza soffocare l’uno e l’altro.
Le pagine dedicate da Simmel all’amore in un breve saggio del 1907, ancor più di altri suoi scritti, hanno al centro un soggetto corporeo e concreto, composto da istinti, emozioni e passioni.
Per Simmel l’amore è un uragano che coinvolge tutto l’individuo, Solo nell’amore si può entrare in contatto con l’altro come con un tutto, mentre nelle interazioni di tipo utilitaristico, si mostrano e si mettono in gioco solo parti di sé, e l’altro viene conosciuto ed avvicinato solo come parzialità. L’amore si distingue da qualsiasi altra forma d’interazione perché mette in relazione due totalità: due soggetti che si svelano l’uno all’altro per quello che sono e non solo per quella parte di sé che vogliono o devono mostrare. Uno dei tanti paradossi dell’amore si origina proprio da questo potersi reciprocamente presentare come persone intere e non come parzialità, senza però mai riuscire a conoscersi e possedersi interamente.
Ambedue i soggetti della relazione amorosa sono infatti destinati a nascondersi sempre, a mantenere il proprio inafferrabile segreto, a restare nella propria individualità. Nell’amore ciascuno dei due cerca spazio, conferma e legittimazione per la propria individualità e si pone di fronte all’altro come un mondo. E ognuno è sempre posto – come scrive Luhmann – davanti all’alternativa di confermare o rifiutare l’egocentrico progetto mondano dell’altro. Ma nello stesso tempo si trova di fronte all’unica possibilità d’interazione in cui può far valere il proprio mondo. Si incontrano e si scontrano così non solo due individualità, ma due aspettative, due progetti che tendono entrambi alla propria autorealizzazione. Se si conferma pienamente “l’egocentrico progetto mondano dell’altro”, si rinunzia necessariamente al proprio, ma se lo si rifiuta categoricamente, si abbandona ogni possibilità d’interazione amorosa