Alenka Zupancic, Etica del Reale. Kant, Lacan

L’idea al centro dell’etica kantiana è al tempo stesso semplice e rivoluzionaria: essa propone una legge morale indipendente da qualsiasi nozione di Bene prestabilito e da qualsiasi “inclinazione umana” come l’amore, la simpatia o la paura. Cercando di interpretare tale proposizione rivoluzionaria in una luce più “umana” e fare di Kant un nostro contemporaneo – un pensatore che possa aiutarci nei nostri dilemmi etici –, diversi studiosi kantiani hanno sorvolato sui suoi paradossi apparenti e sulle sue impossibili rivendicazioni. Questo libro si propone di fare esattamente la cosa opposta. Kant, grazie a Dio, non è nostro contemporaneo; egli si oppone al nostro tempo. Lacan, da parte sua, appare come l’antitesi di Kant – il “selvaggio” teorico della psicoanalisi di contro al sobrio pensatore dell’Illuminismo. Tuttavia, il suo concetto di Reale offre probabilmente lo sfondo più utile a questa nuova interpretazione dell’etica kantiana. Mettendo in relazione costante le sue letture dei due filosofi, Alenka Zupančič elabora un’“etica del Reale” e definisce il fondamento perturbante per una restaurazione radicale dell’etica.

Se il libro di Zupančič non diventerà una classica opera di riferimento, la sola conclusione da trarre sarà che il nostro mondo accademico è intrappolato in un’oscura volontà di autodistruzione
-Slavoj Žižek-

Recensioni

28.06.2013 // Teologia
26.06.2013 // Doppiozero

Alenka Zupancic, Etica del Reale. Kant, Lacan, a cura di Luigi Francesco Clemente, Orthotes Editrice, Napoli-Salerno 2012, 278 pp., 27 euro (collana: Dialectica)

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