Orthotes

Marta Petreu

Dall'Olocausto al Gulag

Studi di cultura romena


Carmelo Vigna

Sostanza e relazione 
Indagini di struttura sull'umano che ci è comune------



Anna Longo & Francesca Rigotti

«Una donna per amico»
Dell'amicizia in generale e
dell'amicizia delle donne

Danilo Martuccelli, Sociologia dell'esistenza

In questo agile saggio vengono poste le basi per un radicale rinnovamento della conoscenza delle profonde trasformazioni in corso nelle società di oggi. Attraverso un fecondo scambio con la filosofia dell’esistenza (Husserl, Heidegger, Sartre), viene proposta la traduzione in termini storico-sociali dei risultati conseguiti dalla riflessione sulla situazione esistenziale nell’epoca della modernità. Nasce così la possibilità, non solo di verificare i condizionamenti delle strutture e delle istituzioni sociali, ma anche di tener conto delle esperienze vissute dagli attori sociali, delle loro emozioni, delle loro ansietà e speranze, nel momento in cui si confrontano con i diversi eventi della vita collettiva (decisioni politiche, crisi economiche, disoccupazione ecc.). La nuova prospettiva aperta dalla sociologia dell’esistenza, trasformando i vecchi schemi interpretativi, costituisce un punto di riferimento indispensabile per quanti si interessano ai grandi cambiamenti in atto nella società contemporanea.

Danilo Martuccelli, Sociologia dell'esistenza, Orthotes Editrice, Napoli-Salerno 2017, 120 pp., 16 euro (collana: Teoria sociale)

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Antonio Gramsci, Sul giornalismo. Un percorso attraverso i Quaderni del carcere

Rimettere in circolazione la riflessione sul giornalismo sviluppata da Antonio Gramsci nel corso di tutti i Quaderni del carcere non vuol dire tanto tornare a riflettere sulla professione del giornalista, quanto affrontare una teoria dei media all'altezza della nostra contemporaneità. Ciò che il rivoluzionario sardo fa attraverso l’analisi del funzionamento specifico della stampa è, in realtà, definire l’organizzazione generale di una società nella quale la conquista del potere politico si lega a quella di un consenso popolare ottenuto attraverso la costruzione di immagini e di interpretazioni del mondo sociale a cui partecipano attivamente gli apparati dell’informazione. Da qui, una conseguenza fondamentale: il nesso imprescindibile tra partiti e media che determina l’inedita collocazione dell’informazione all'interno degli scenari conflittuali delle lotte per il potere.

Antonio Gramsci, Sul giornalismo. Un percorso attraverso i Quaderni del carcere, a cura di Fabrizio Denunzio, Orthotes Editrice, Napoli 2017, 134 pp., 16 euro (collana: Teoria sociale)

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Raffaele Rauty, Il tempo di Jane Addams. Sviluppo dei settlements e costruzione dell'analisi sociale

Il social settlement, insediamento in realtà urbane degradate e povere di una struttura di sostegno sociale basata sul modello inglese, si sviluppa e diffonde nella parte conclusiva del XIX secolo nelle città statunitensi, sedi di molteplici stabilimenti industriali e di processi migratori di massa. In questo contesto un ruolo centrale, di enorme valore simbolico nazionale e che trova eco nella fase storica progressista, è svolto dalla Hull-House di Jane Addams, settlement presente nella realtà metropolitana di Chicago e nel suo problematico 19° distretto. I settlements, guidati in maggioranza da donne, nubili e impegnate emotivamente, le cui attività e i cui ruoli hanno superato i confini culturali e morali vittoriani, realizzano una propria attività, conoscitiva e di intervento, contribuendo allo strutturarsi nella realtà statunitense dell’analisi sociale e alla individuazione di nuovi metodi di indagine. È la realizzazione di un processo riformatore che supera l’opzione filantropica e la sua possibile discontinuità e vede nella conoscenza la premessa di un intervento generale, statale e nazionale, che riconosca progressivamente i diritti di chi lavora, minori, donne, operai comuni, prodotti anonimi dell’emigrazione, mirando a una riduzione delle disuguaglianze sociali e alla creazione di nuovi orizzonti esistenziali.

Raffaele Rauty, Il tempo di Jane Addams. Sviluppo dei settlements e costruzione dell'analisi sociale, Orthotes Editrice, Napoli 2017, 250 pp., 20 euro (collana: Teoria sociale)

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Emil Ludwig Fackenheim, Cos'è l’ebraismo? Un'interpretazione per il presente

In Cos'è l’ebraismo? Emil Fackenheim ci offre una esaustiva presentazione e una appassionata introduzione all’ebraismo. Vengono affrontate a partire dalla considerazione in cui si trova “l’ebreo di oggi”, importanti questioni, come l’antisemitismo, il sionismo, la relazione fra l’ebraismo e le altre religioni, questioni ripercorse alla luce di episodi centrali della storia ebraica oltre che delle problematiche sorte nel Novecento. Il volume è così rivolto alle giovani generazioni, quelle che necessitano ancora risposte da chi le ha precedute, ma è dedicato soprattutto a quella comunità vitale di ebrei sparsi in tutto il mondo (amcha) e che costituisce il punto di riferimento costante nella riflessione dell’ultimo Fackenheim. Quella comunità che si chiede con forza cosa sia o cosa resti dell’ebraismo, – attraverso quella prima e radicale domanda “what is Judaism?” che il titolo ricalca – dopo quella catastrofe universale che è stata la Shoah e dopo quell’evento storico che è stata la fondazione dello Stato di Israele. Eventi che richiedono con forza un approfondimento da parte di ogni ebreo e ogni uomo, se è vero che è impossibile non fare i conti con la propria umanità, dopo quanto accaduto nel corso del secolo scorso.

Emil Ludwig Fackenheim, Cos'è l'ebraismo? Un'interpretazione per il presente, a cura di Giovanna Costanzo, Orthotes Editrice, Napoli 2017, 326 pp., 25 euro (collana: Ethica)

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Franco Lolli, Prima di essere io. Il vivente, il linguaggio, la soggettivazione

Come nel celebre affresco michelangiolesco della creazione dell’uomo, il vivente (Adamo, nella rappresentazione che si può ammirare nella Cappella Sistina) è già lì, già creato, in attesa, però, di un contatto speciale che inneschi in lui l’umanità di cui è ancora privo. Sarà il dito di Dio ad animare quel corpo sdraiato, molle, ancora chiaramente imprigionato nel torpore del vivente: la scintilla divina animerà la materia inerte, le darà l’anima. Il capolavoro di Michelangelo mette in scena, attraverso il genio artistico dell’autore, il mistero dell’origine che la psicoanalisi ha l’ambizione di investigare. Il vivente è il punto di partenza, c’è, e sul suo esserci nessun interrogativo si pone: resta l’enigma di come la materia vivente si organizzi nella forma umana, di come l’incontro con il linguaggio avvii il processo di soggettivazione e di quale statuto si possa attribuire a quella forma di esistenza che ne costituisce il punto di partenza.

Franco Lolli, Prima di essere io. Il vivente, il linguaggio, la soggettivazione, Orthotes Editrice, Napoli-Salerno 2017, 174 pp., 18 euro (collana: phi/psy)

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Transfert Amore Trauma, Federico Leoni, Riccardo Panattoni (cur.)

Transfert – Là dove i nodi di senso stabiliti sono dissolti, la parola può trovare una possibilità di germinare. Là può essere finalmente intesa, proprio perché non è più compresa. Abbandonandosi ai balbettii che le sono propri, qualcosa di inaudito si fa varco verso l’ascolto. (Gianluca Solla)

Amore – Non è vero che ciò che amiamo dell’amato è proprio la sua anima. Al contrario, è l’amore che dà qualche senso al nostro concetto di anima. Chiamiamo anima questo qualcosa che pensiamo di amare dell’altro. (Sergio Benvenuto)

Trauma – Il trauma non consiste solo nella rottura della catena significante, ma anche nell’introduzione del taglio della pulsione, dunque nella riduzione del soggetto a oggetto pulsionale, nella sua cancellazione in quanto soggetto. (Alex Pagliardini)

Saggi di: Sergio Benvenuto, Luigi Boccanegra, Cristina Faccincani, Barbara Faettini, Judith Kasper, Federico Leoni, Andrea Nicolini, Alex Pagliardini, Riccardo Panattoni, Gianluca Solla, Nicola Turrini

Transfert Amore Trauma, a cura di Federico Leoni & Riccardo Panattoni, Orthotes Editrice, Napoli-Salerno 2016, 180 pp., 20 euro (collana: Le parole della psicoanalisi)

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Luigi Capitano, Leopardi. L'alba del nichilismo

Questo volume mostra quanto il pensiero di Leopardi sia ancora vivo e in grado di gettare luce sui destini dell’Occidente. «Da dove proviene il più inquietante dei nostri ospiti?», chiedeva Nietzsche. Il poeta-pensatore di Recanati è stato il primo a suggerire delle risposte che aprono squarci illuminanti e premonitori sui grandi rivolgimenti della modernità e su un mondo che appare sempre più desertificato dalla ragione tecnica e calcolante. Leopardi si rivela non solo il più radicale precursore della nostra epoca, ma anche il primo inavvertito genealogista del «nichilismo europeo». I preludi di tale complesso fenomeno, che rimandano in parte alla sapienza negativa degli antichi, vengono rintracciati in una stratificata crisi del senso e dei fondamenti che finisce col sovvertire il primato ontologico dell’essenza. Da questa serrata ricostruzione della modernità spinta fino alle soglie della contemporaneità emerge l’immagine di un Leopardi spaesato (e ribelle) metafisico all’alba di un mondo «fatto a rovescio». Ma la scoperta leopardiana dell’assurdo, lungi dal cedere l’ultima parola alla disperazione, lascia una finestra aperta sul «paese delle chimere». Tutto il dramma di un’anima e di un’epoca si gioca così fra gli abissi opposti del nulla (poetico) e del niente (razionale). Accanto a un suggestivo scavo sulle figure orientali del nihil positivum, questo rimane l’esito forse più sorprendente di un’indagine poderosa che riesce peraltro a misurarsi con le massime interpretazioni del nichilismo leopardiano (da Nietzsche a Severino).

Luigi Capitano, Leopardi. L'alba del nichilismo, Orthotes Editrice, Napoli-Salerno 2016, 982 pp., 40 euro (collana: Italiana)

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Gabriella Turnaturi, Amorevoli difficili incontri

In questo libro Gabriella Turnaturi, intrecciando la lettura dei saggi di Georg Simmel sul flirt e sull’amore con una selezione di testi letterari, conduce il lettore attraverso le difficoltà del discorso amoroso e le possibilità di assaporare a pieno una delle grandi esperienze formative della vita. L’esaltante consapevolezza dell’individualità ha segnato l’esperienza della modernità. Cosa è successo d’allora? Quali sono stati i frutti e le derive di quella stagione d’effervescenza dell’individuo e le sue conseguenze sulle relazioni e sul mondo emozionale? In che modo l’individualismo della tarda modernità manifesta ancora i segni e le cicatrici di quell’orgoglio dell’Io? La difesa più strenua della propria autonomia, la paura della dipendenza coniugata all’ansiosa e ansiogena ricerca di intimità, che caratterizza l’esperienza emozionale dei nostri giorni, sembra venire da lontano. Alla ricerca di quando e come abbia inizio l’odierna difficoltà delle relazioni amorose, l’autrice ripercorre le pagine di Georg Simmel sulle emozioni, sulle relazioni amorose e sulle moderne soggettività. La lettura di Simmel della modernità, come spazio di libera scelta e di assunzione di responsabilità, s’impone ancora come punto di partenza imprescindibile per chi si chieda quali siano oggi le possibilità e le strade ancora aperte all’individuo e alle sue interazioni. Per chi si chieda quali siano ancora le potenzialità di un individualismo virtuoso e in che modo si possano vivere relazioni amorose che siano anche amorevoli, che possano fare spazio all’Io e al Tu senza soffocare l’uno e l’altro.

Gabriella Turnaturi, Amorevoli difficili incontri, Orthotes Editrice, Napoli-Salerno 2016, 134 pp., 16 euro (collana: Teoria sociale)

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Valentina De Filippis, Silvia Vizzardelli, La tentazione dello spazio. Estetica e psicoanalisi dell'inorganico

Al fondo dell’arte è la pietra, l’osso, il cristallo. Quella che proponiamo è un’estetica del torpore. Inerzia, dimissione della vita, tentazione dello spazio, seduzione dell’inorganico: sono i personaggi concettuali che incontriamo in queste pagine. Si tratta di spezzare la solennità di un rito del pensiero. Secoli di riflessione ci hanno abituati a pensare l’esperienza estetica come dimora dell’espressività soggettiva, come enfasi vitale, come volto dell’interiorità mossa e commossa. Per spezzare questo rito, occorre sovvertire il modo in cui guardiamo all’atto creativo, occorre coglierlo non più dal lato dell’effervescenza e della vita sospesa, bensì da quello del collasso, della caduta, del mancamento. L’esperienza estetica è il luogo di una perdita, di un passo indietro nella vita, di un cedimento e di una cessione di parti di corpo. Posture che colgono il soggetto nella deriva del godimento, in una inerzia dello slancio vitale. Contro ogni stereotipia, l’arte ci concede il lusso di morire, l’arte tocca l’inorganico. E in questo ricetto scopre inaudite forme germoglianti.

Valentina De Filippis & Silvia Vizzardelli, La tentazione dello spazio. Estetica e psicoanalisi dell'inorganico, Orthotes Editrice, Napoli-Salerno 2016, 176 pp., 18 euro (collana: phi/psy)

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Marta Petreu, Dall'Olocausto al Gulag. Studi di cultura romena

«La generazione ’27, quella di Eliade, Cioran, Noica, Eugen Ionescu, Sebastian ecc., raccoltasi alla fine degli anni ’20 e agli inizi degli anni ’30 attorno alla figura carismatica e controversa di Nae Ionescu, ebbe molto presto lo stesso desiderio degli avanguardisti e dei surrealisti: la rottura con il passato e il rinnovamento attraverso la rivoluzione. Mentre gli avanguardisti sognavano una rivoluzione proletaria secondo il modello sovietico, l’élite di destra della generazione ’27 (o i criterionisti di destra) aveva in mente una rivoluzione nazionale. L’atteggiamento antiborghese, il rifiuto dell’individualismo e la fiducia riposta nella rivoluzione e nel collettivismo erano però tratti comuni a tutti i giovani intellettuali e agli artisti dell'Europa dell'epoca». Il libro di Marta Petreu affronta in maniera documentata e coraggiosa gli spinosi problemi della storia della Romania e, soprattutto, della storia delle idee: la questione ebraica a partire dal XIX secolo fino alla soluzione finale, l’evoluzione ideologica di Rădulescu-Motru, le idee e le attitudini politiche della generazione ’27, le complicate relazioni di Eliade con i legionari, il comportamento di Noica alle prese con la polizia politica sotto il regime stalinista romeno, la traiettoria politica e rivoluzionaria di Gherasim Luca, e molti altri aspetti fondamentali che riguardano figure come Cioran, Ionesco e Sebastian. Basato sull’analisi minuziosa delle fonti storiche, questo libro è il risultato di una visione filosofica e morale unitaria: assumere lucidamente il proprio passato per rendere possibile l’avvenire.

Marta Petreu, Dall'Olocausto al Gulag. Studi di cultura romena, a cura di Giovanni Rotiroti, postfazione di Irma Carannante, Orthotes Editrice, Napoli 2016, 490 pp., 25 euro (collana: Studia Humaniora)

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